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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 16 Ottobre 2019

Domani sciopero nazionale dei gestori Ip e TotalErg: previsto presidio sotto al Mise

Domani sciopero nazionale dei gestori Ip e TotalErg: previsto presidio sotto al Mise

Genova - Sciopero nazionale dei gestori di Italiana Petroli e chiusura degli impianti a marchio Ip e TotalErg domani, mercoledì 5 giugno, con presidio sotto al Ministero dello Sviluppo economico «per sostenere la vertenza verso Italiana Petroli che, con tattica dilatoria e posizioni inaccettabili, di fatto rifiuta di rinnovare gli accordi collettivi da tempo scaduti (dal 30 giugno dello scorso anno per i gestori a marchio IP, dal 31 dicembre 2016 per quelli ex TotalErg di rete ordinaria e addirittura dal 31 dicembre 2015 per i gestori di rete autostradale) e di aggiornare le condizioni economiche e normative che regolano il rapporto con le singole gestioni, riproponendo condizioni inaccettabili per la sostenibilità delle gestioni».

Carburanti - «Le associazioni denunciano altresì le ripetute violazioni degli accordi collettivi vigenti e l'assai diffusa imposizione di prezzi di vendita dei carburanti iniqui, discriminatori, penalizzanti e anti competitivi, oltre alla pratica indecente di un differenziale tra self e servito fuori da qualsiasi ragionevolezza. I gestori di Italiana Petroli sono in uno stato generale di profonda sofferenza, con effetti drammatici per le piccole imprese di gestione e i loro dipendenti, dovendo farsi anche carico di garantire il servizio al pubblico».

Faib Confesercenti Liguria aderisce allo sciopero e alla mobilitazione nazionale e sarà presente, domani, con una propria delegazione regionale davanti al Mise per «denunciare i margini da fame riconosciuti dalla compagnia ai gestori; segnalare la suicida politica dei prezzi praticata da Ip, che mette fuori mercato i gestori di marchio e diventa penalizzante nei confronti dei consumatori; dire basta all'imposizione di differenziali fra prezzo self e servito che arrivano a 400 euro/mc e stanno distruggendo il lavoro dei gestori; riaffermare l'autonomia dei gestori e il diritto a determinare il proprio bilancio, chiedendo il rispetto degli impegni assunti;
dire basta agli accordi one-to-one e all'abuso di dipendenza economica che costringe al fallimento i gestori; sconfiggere la strategia del "terrore" e delle pressioni messa in atto dalla compagnia; solidarizzare con i lavoratori del gruppo, oggetto di una fortissima ristrutturazione;
chiedere al governo, finalmente, di considerare il tema della distribuzione di carburanti come un problema strutturale per il paese».

Martedì 4 giugno 2019 alle 12:30:24
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