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Ultimo aggiornamento ore 22.20 del 23 Gennaio 2019

Iren, in Liguria le nuove assunzioni sono in crescita (+124%)

Iren, in Liguria le nuove assunzioni sono in crescita (+124%)

Genova - In Liguria Iren negli ultimi 5 anni ha investito 293 milioni di euro e nel solo 2017 nel servizio idrico integrato sono stati circa 55,8 i milioni di euro investiti, creando un contributo occupazionale di oltre 3 mila posti di lavoro tra effetto diretto, indiretto e indotto.

Sono solo alcuni dei principali dati territoriali emersi dalla ricerca “Il contributo di Iren alla creazione di valore per i territori e nelle città” realizzata da The European House – Ambrosetti che, in collaborazione con Iren, ha organizzato l’incontro “Orientati al futuro. Strategie di sviluppo e valorizzazione dei territori” cui hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Genova Marco Bucci, Valerio De Molli Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti, Paolo Peveraro, Massimiliano Bianco, rispettivamente Presidente, AD del Gruppo Iren.

The European House – Ambrosetti ha applicato a Iren il proprio modello, cosiddetto dei “4 Capitali” – (economico, ambientale, cognitivo e sociale culturale), di misurazione e valutazione multidimensionale del valore creato da un’impresa e il suo contributo allo sviluppo del territorio e del Paese.

Per quanto riguarda il contributo alla crescita del Capitale economico, Iren rappresenta una realtà industriale di primaria importanza a livello nazionale, posizionandosi – con un fatturato 2017 di 3.7 miliardi di euro – 25esima tra tutte le aziende del comparto industriale italiano, 6a nel proprio settore di riferimento e 3a tra i comparable, con un tasso di crescita dei ricavi del 9,3% tra il 2015 e il 2017 rispetto a una media dell’industria italiana del -1,5%.

Un Gruppo che ha generato un contributo al PIL nazionale pari a 2,3 miliardi di euro tra Valore aggiunto diretto, indiretto e indotto. Nella sola Liguria il valore attivato tramite fornitura e subfornitura ammonta a oltre 173 miliardi di euro con un effetto moltiplicatore di creazione di valore (Valore Aggiunto = contributo al PIL) di oltre 330 milioni di euro.

Iren si posiziona nella top-25 delle aziende industriali italiane per investimenti effettuati: nel periodo 2014-17 gli investimenti sono cresciuti del 36,6% (1,1 miliardi complessivi nel periodo 2014-2017 e un piano di investimenti previsti al 2023 di 3 miliardi di euro) in un contesto nazionale di investimenti pubblici e privati decrescenti (media del 13% dell’industria italiana).

In particolare in Liguria Iren ha investito 293 milioni di euro negli ultimi 5 anni, con obiettivi futuri che confermano il trend positivo, affermandosi prima azienda industriale della Regione Liguria per investimenti effettuati nel 2017.

Grazie agli investimenti realizzati, i clienti, il cui numero è in costante crescita, risultano sempre più soddisfatti. Il tasso di soddisfazione medio dei clienti di Iren è di 93,7 nel 2017, in miglioramento rispetto al valore del 2014 di 90,1. Il dato risulta inoltre superiore di circa 10 punti rispetto alla media degli indici di soddisfazione dei comparable (84,3 nel 2017).

Anche la crescita del titolo Iren in Borsa ha generato valore economico per le amministrazioni territoriali che rappresentano i maggiori azionisti Iren alla luce di un incremento del 93% negli ultimi 5 anni. A ciò si aggiungono i dividendi distribuiti ai Comuni azionisti (detentori del 51,7% delle azioni Iren): 255 milioni di euro cumulati negli ultimi 6 anni, cresciuti in modo costante nel periodo.

In particolare, il Comune di Genova possiede il 16,6% e rappresenta ad oggi il principale Comune azionista; inoltre nel capoluogo ligure i dividendi ammontano a 7,6 milioni di euro nel 2017.

Sul fronte del Capitale ambientale, il Gruppo genera l’86% del totale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e assimilate, una quota superiore rispetto alla media delle aziende comparable (57%) e a quella del Paese (37%).

Iren investe inoltre in importanti progetti di efficientamento energetico, con risultati riconosciuti e certificati. Tra questi a Genova ha trovato applicazione il Progetto CELSIUS con la realizzazione nella sede di Gavette di un impianto pilota capace di trasformare la caduta di pressione in una cabina di riduzione gas in energia elettrica rinnovabile con una riduzione annua di 1.200 tonnellate di CO2.

Iren è attore di rilevanza sistemica anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, settore nel quale ha raggiunto una quota di raccolta differenziata (60,6%) superiore alla media italiana (52,5%) e in costante crescita (rifiuti urbani differenziati cresciuti del 63,3% tra il 2013 e il 2017).

Iren è particolarmente impegnata nella riduzione delle emissioni di CO2, dove è passata dalle 2,04 milioni di tonnellate di CO2 evitate del 2013 alle 2,76 del 2017, risultando prima tra i comparable.

Infine, nel settore idrico, dove Iren è il 3° operatore italiano e il 1° in Liguria, ha servito 3 milioni di abitanti equivalenti nel servizio di depurazione, riducendo le perdite della rete idrica del 4,8% dal 2016 al 2017, raggiungendo una media di perdite di rete nei territori gestiti del 31,7%, contro una media nazionale del 40,7%.

Nel servizio idrico integrato ligure, in particolare, nel solo 2017 sono stati investiti 55,8 milioni di euro lordi in attività di distrettualizzazione delle reti finalizzata al monitoraggio delle perdite ed estendendo anche sull’area ligure l’utilizzo di tecniche di rilevazione satellitare.

Nel 2017 si è registrato inoltre, rispetto al 2016, un incremento del 3% della capacità depurativa in termini di abitanti equivalenti serviti in Liguria.

Con riferimento al contributo alla crescita del Capitale cognitivo, Iren attiva filiere di Ricerca e Sviluppo su scala internazionale, che coinvolgono un totale di 274 partner, di cui 75 in Italia, 184 in Paesi dell’Unione Europea e 15 in Paesi extra-UE, consentendo di importare nel nostro Paese know-how, competenze e conoscenza, al diretto servizio di cittadini, imprese e territori.

Con l’iniziativa IrenUp, Iren si afferma inoltre come uno dei principali finanziatori di Venture Capital italiani, stanziando 22 milioni di euro in 3 anni, il 12% del totale dei fondi Corporate Venture Capital erogati in Italia. Tramite lo strumento “StartUp Award”, lanciato con Intesa Sanpaolo nel 2017, volto a premiare le giovani startup con progetti innovativi nei settori dell’energia, dell’ambiente, del ciclo idrico e della mobilità, nel 2018 è stata premiata la startup genovese Smart Track.

Iren investe infine in maniera significativa in attività di formazione, sia interna, sia esterna all’azienda. Internamente, nel 2017, sono state erogate circa 104 mila ore di formazione ai dipendenti, coinvolgendo l’88% del totale dei dipendenti. Sul fronte esterno, negli ultimi tre anni sono stati coinvolti all’interno del progetto EduIren oltre 230 mila cittadini dei territori di riferimento (circa 21 mila sono stati i cittadini coinvolti in tre anni nella sola Liguria).

Iren contribuisce al Capitale sociale e culturale dei territori in cui opera innanzitutto sotto il profilo occupazionale in quanto è un employer sempre più rilevante con circa 7 mila dipendenti e una crescita degli occupati del 37% tra il 2013 e il 2017 (+4% per l’economia Italia) e 600 nuove assunzioni nello stesso periodo, un cumulato pari al 9% dell’organico attuale.

A questo impatto occupazionale diretto si aggiungono gli occupati indiretti e indotti, sostenuti da Iren attraverso l’attivazione delle filiere di fornitura e subfornitura e l’effetto sui consumi, per un totale di circa 25 mila occupati: per ogni persona occupata da Iren si attivano 3 ulteriori posti di lavoro nell’economia.

In Liguria le nuove assunzioni sono in crescita (+124% nel periodo 2013-2017) per un totale di 80 nuovi assunti. Nel 2017 i dipendenti di Iren in Liguria sono 1.028 e, più in generale, il contributo occupazionale di Iren è di oltre 3 mila posti di lavoro tra effetto diretto, indiretto e indotto; per ogni persona occupata, Iren attiva 2 ulteriori posti di lavoro nell’intera economia ligure.

L’offerta di lavoro di Iren aiuta ad affrontare i rilevanti squilibri sociali del Paese: fragilità occupazionale giovanile, condizione femminile e precarietà. Ad oggi infatti il 52% dei neo assunti in Iren è under 30, una quota frutto di una precisa politica aziendale che mira a raddoppiare gli occupati under 30 entro il 2020. La quota di occupazione femminile è a sua volta cresciuta: dal 19,9% del 2013 al 25,5% del 2017.

Infine, Iren privilegia rapporti di lavoro di lungo periodo: il 98% degli occupati è assunto a tempo indeterminato, mentre il dato medio del Paese è dell’84,6%.

Iren dà importanza all’ascolto e alla partecipazione dei territori nei quali opera attraverso la creazione dei Comitati Territoriali: organismi di ascolto, confronto progettazione partecipata tra il Gruppo Iren e i propri stakeholder che costituiscono un pilastro fondamentale della relazione tra Iren e i suoi territori.

Per quanto riguarda le ricadute sociali esterne all’azienda, Iren contribuisce al settore della cultura con un valore cumulato dei contributi aziendali nel periodo 2013-2017 di oltre 34 milioni di Euro. Particolare attenzione è rivolta al sistema teatrale italiano: i finanziamenti versati da Iren agli enti teatrali dei territori in cui opera ammontano a 3,5 milioni di euro nel 2017, di cui 1,5 milioni di euro per il solo Teatro Carlo Felice (73% del totale).


Paolo Peveraro, Presidente Iren, ha dichiarato “Il nostro futuro, come Aziende di pubblica utilità, sarà quello di allacciare sempre più innovazione, tecnologia e sviluppo sostenibile alla vita quotidiana delle persone, nelle grandi città come nelle piccole comunità urbane. Continueremo a produrre e vendere kilowatt, a illuminare e spazzare strade, a distribuire acqua e gas e raccogliere rifiuti, ma faremo tutto questo declinandolo sempre più con il digitale, l'internet delle cose, la mobilità elettrica, il riciclo e il riuso dei materiali e la compatibilità ambientale. Ma è bene ricordare che per garantire servizi di alta qualità ai cittadini e all’ambiente, è fondamentale che la gestione sia affidata ad imprese efficienti, tecnologicamente e managerialmente evolute, socialmente responsabili. Iren nei suoi 113 anni di storia, ha costantemente affiancato i territori in cui opera nella crescita, non solo economica e industriale, ma anche sociale e culturale”.

Massimiliano Bianco, A.D. Iren, ha dichiarato “Quattro anni di crescita continua hanno portato Iren ad essere più grande e più solida con sempre maggiore impegno verso i territori.
La visione circolare di Iren, che pone al centro il cliente, sarà la base delle azioni strategiche del gruppo e il focus principale sarà la crescita in un contesto di scelte ambientalmente sostenibili. Il piano industriale che abbiamo recentemente presentato prevede 3 miliardi di euro di investimenti, di cui più della metà in sostenibilità, con una ricaduta sull’indotto veramente importante e nuove opportunità occupazionali”.

Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti, ha dichiarato “Siamo in un momento di grande trasformazione per i territori, che si ritrovano ad affrontare nuove sfide in diversi settori. In questo contesto, le multiutility possono rappresentare un attore chiave per il loro sviluppo, fungendo da catalizzatori per un cambiamento positivo.
Il caso di Iren ci dimostra come questo sia possibile, coniugando un elevato contributo economico e sociale con un’attenzione per la sostenibilità ambientale e un sostegno al sistema dell’innovazione di grande rilevanza. Abbiamo misurato questi contributi attraverso il modello multidimensionale proprietario The European House – Ambrosetti dei “4 Capitali”, definendo in modo rigoroso e puntuale come Iren crei valore per i territori in cui opera e per i cittadini”.

Martedì 18 dicembre 2018 alle 15:00:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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