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Ultimo aggiornamento ore 21.15 del 25 Settembre 2018

«Di Maio ragiona come se avesse preso il 50%+1 dei voti»

L'ex ministro Orlando a poche ore dal clou delle prime consultazioni: «La democrazia è pluralismo politico»

CONSULTAZIONI POLITICHE
«Di Maio ragiona come se avesse preso il 50%+1 dei voti»

Genova - «C’è un salto logico nella posizione espressa dall’onorevole Di Maio a proposito della formazione del nuovo governo. Il candidato alla Presidenza del M5s ha detto a più riprese che Palazzo Chigi tocca a lui. Legittimo. Ma lo afferma con un curioso argomento: qualunque nome diverso dal suo sarebbe in contrasto con la volontà popolare. Anzi sarebbe, sempre secondo lui, un vero e proprio tradimento. Tuttavia il M5s ha ottenuto il 32% dei consensi»: a poche ore dalla salita del Partito Democratico al Colle per le consultazioni, Andrea Orlando affida ai social una riflessione riguardo alla posizione espressa da Luigi Di Mario in merito al governo che (forse) verrà.

Numeri per governare - «Come Di Maio sa un governo si regge su una maggioranza del 50%+1, il che significa che per raggiungere quella cifra, parlamentari eletti da cittadini che volevano premier Salvini, Meloni, uno di Forza Italia o del Pd, dovrebbero sostenerlo. Tradendo in questo modo, sempre seguendo gli argomenti di Di Maio, il loro elettorato. Delle due l’una. O Di Maio pensa, essendo in generale contrario a quelli che lui definisce tradimenti, che sia necessario votare finché una forza politica non raggiunga da sola il 50%+1, il che comporterebbe qualche costo non solo per i contribuenti, ma in generale per la tenuta del Paese. Oppure è convinto che esistano volontà popolari che siano più volontà delle altre».

Maggioranza - «Questo non può che preoccupare. Una Democrazia si basa sia sul principio di maggioranza sia sul rispetto delle minoranze, più in generale sull'accettazione del principio del pluralismo politico. Pensare che esistano voti che valgano più altri apre la strada a scenari inquietanti».

Giovedì 5 aprile 2018 alle 11:15:26
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