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Ultimo aggiornamento ore 21.00 del 17 Ottobre 2018

Assessorato alle Politiche culturali, ecco l'erede della Serafini: il testimone passa a Barbara Grosso

L'imprenditrice sarà il nuovo assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova

UN NUOVO VOLTO A TURSI
Assessorato alle Politiche culturali, ecco l´erede della Serafini: il testimone passa a Barbara Grosso

Genova - Imprenditrice di 49 anni, laureata in Lingue e letterature straniere, candidata nella Lista arancione alle scorse elezioni comunali e membro del consiglio della Fulgis. Questo il profilo di Barbara Grosso, da oggi erede della dimissionaria Elisa Serafini e nuovo assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova.

La presentazione del sindaco - «Noi eravamo pronti a presentare il nuovo assessore già alla fine di agosto, ma i tragici eventi che hanno purtroppo colpito la nostra città hanno logicamente avuto la precedenza». Una soluzione già consolidata, dunque, ma che ha dovuto - doverosamente - lasciar spazio ad altri temi prima di essere presentata alla cittadinanza. Così il sindaco Marco Bucci apre la presentazione del nuovo assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova. Badiamo bene: non si parla più di assessorato alla Cultura, bensì alle Politiche culturali. Stando alle parole del sindaco Marco Bucci, l'idea del cambio di nome «viene da Elisa Serafini, cosa che testimonia anche come siamo rimasti in ottimi rapporti. L'idea di un assessorato non più alla Cultura ma alle Politiche culturali ha un suo perché: il suggerimento di Elisa è stato importante, e questo perché alla fine il compito dell'assessore - oltre a organizzare l'assessorato e a tenere in piedi le manifestazioni di marketing territoriale (compiti già decisamente impegnativi - è proprio quello di mettere in piedi un discorso strategico su cosa vogliamo sia la cultura».
In quest'ottica, il sindaco e tutta la giunta hanno deciso di prendere all'interno della squadra comunale anche la figura del cultural services manager, identificabile in questo caso con il regista e scrittore Maurizio Gregorini: «questa figura» spiega Bucci «è già presente nella politica statunitense e in alcune realtà europee, ma probabilmente Genova farà da pioniera per quel che riguarda la sua comparsa sulla scena italiana. In sostanza chi ricoprirà questa carica sarà una persona in grado di adoperarsi - attraverso una rete con azione diretta sul territorio - in funzione di tutte quelle azioni che servono al raggiungimento di una politica culturale come quella che il Comune di Genova vuole portare avanti».



La parola al nuovo assessore - Le linee guida del nuovo assessorato sono semplici e improntate a un unico obiettivo: alzare l'asticella, e non solo quella dell'offerta culturale, ma anche del modo in cui la città vive la politica culturale, che - secondo il sindaco - è «un insieme di tantissime cose, in alcune delle quali speriamo che Genova possa arrivare ad essere la numero uno». Ma non solo: con questo assessorato il Comune spera di aver trovato anche «un modo per alzare il livello di civiltà della nostra città».
Ed ecco allora che può intervenire direttamente anche colei che oggi ha in qualche modo "ereditato" la poltrona lasciata lo scorso luglio da Elisa Serafini: Barbara Grosso. Imprenditrice di 49 anni, il nuovo assessore ha davvero le idee chiare su quelli che saranno i compiti e gli obiettivi del suo assessorato: «L'importante sarà partire dai punti di forza della città, valorizzarli anche utilizzando strumenti nuovi di marketing e comunicazione e, soprattutto, migliorare e far conoscere sempre di più e in tutto il mondo l'immagine della nostra città». Al centro delle politiche culturali ci sarà la persona, l'individuo. Anche perché «per proiettare la cultura in un ottica del futuro sarà necessario valorizzare tutto quello che abbiamo: una realtà policentrica che - se valorizzata - potrà dar vita a quella che è l'unicità di Genova».

Lunedì 17 settembre 2018 alle 18:30:42
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