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Ultimo aggiornamento ore 22.15 del 13 Novembre 2018

Centri antiviolenza, Lodi: «Servono certezze sui finanziamenti, il Governo cosa aspetta?»

Centri antiviolenza, Lodi: «Servono certezze sui finanziamenti, il Governo cosa aspetta?»

Genova - «Oggi in Comune, nel corso della Commissione Consiliare chiesta sul tema dei finanziamenti ai Centri antiviolenza per le donne vittime di abusi, è emersa una situazione di preoccupante incertezza sul futuro. Tra pochi giorni inizierà il mese di novembre e in ogni città verranno organizzate diverse manifestazioni in vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). Una ricorrenza che rischia di perdere significato, considerato che il Piano d'azione contro la violenza sessuale e di genere (attivo per il periodo 2017-2020) potrebbe essere privato delle risorse previste. Al momento, infatti, manca il decreto di finanziamento per il 2018 e non c'è certezza sul mantenimento di quanto già previsto triennalmente»: lo ha dichiarato Cristina Lodi, capogruppo Pd Comune di Genova.

«A partire dal 2014, grazie alla legge n.119 del 2013 sul cosiddetto "femminicidio", il precedente Governo aveva sostenuto l'apertura di nuovi centri antiviolenza e case rifugio, nonché il potenziamento di quelle esistenti, trasferendo finanziamenti alle Regioni e alle Province autonome con cadenza biennale o annuale. Le risorse disponibili, previste dalla legge in 10 milioni di euro l'anno, erano state già sensibilmente aumentate nel 2016-2017 e, grazie all'ultima legge di bilancio, dal 2018 avrebbero dovuto essere triplicate superando i 30 milioni di euro, andando a sostenere nuove attività con professionalità di alto profilo - ha aggiunto -
Sul nostro territorio ammontano a più di 67mila Euro i finanziamenti annuali destinati ai tre centri anti violenza "Mascherona","Per non subire violenza" e "Pandora". I risultati significativi di questi tre centri sono il frutto di un lavoro che potrebbe venire vanificato in mancanza dei finanziamenti previsti. Come Partito Democratico ci impegneremo perché questo non accada e chiederemo ai nostri rappresentanti in Parlamento e al Dipartimento Pari Opportunità di monitorare la situazione affinché non si assista ad un inaccettabile passo indietro in questa battaglia di civiltà. Sarebbe una sconfitta troppo grande per tutte le donne e per l'intera nostra società».

Lunedì 22 ottobre 2018 alle 18:00:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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