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Ultimo aggiornamento ore 09.30 del 18 Ottobre 2018

Decreto Genova, Bucci: «Vogliamo ottenere il 100% delle richieste»

Il sindaco: ««Basta piangersi addosso, lavoriamo tutti assieme»

LE RICHIESTE
Decreto Genova, Bucci: «Vogliamo ottenere il 100% delle richieste»

Genova - «Basta piangersi addosso. Lavoriamo tutti quanti assieme, perché la città deve andare avanti con forza e coraggio». È questo l'epilogo di un lungo intervento del sindaco Marco Bucci in Consiglio Comunale. Un discorso di circa un quarto d'ora che ha toccato tutti i punti "mal digeriti" dall'amministrazione comunale, nei riguardi del Decreto Genova.

Commissario - «Sul commissario noi avevamo chiesto specificatamente che ci fosse la deroga al codice degli appalti. In realtà dal Decreto, in maniera non tanto chiara, si evince che dev'essere fatta una evidenza pubblica. Questo è un problema enorme, perché comporta un allungamento dei tempi, di cui non abbiamo bisogno. E che vorremmo cambiare».

Trasporto pubblico - «Tutti i numeri che avevamo chiesto sono stati previsti dal Decreto. Ci sono 8 milioni di euro che vanno direttamente all'Amt per il 2019, 2 milioni di euro per il 2018. In totale all'Amt vanno 10 milioni. Sono previsti 2 milioni di euro invece per l'Atp. Il resto è per Trenitalia. Ci sono 20 milioni previsti per nuovi autobus, in stragrande maggioranza da indirizzare ad Amt, mentre il 15-20% per Atp. Il problema che abbiamo, e che dovrà essere assolutamente integratpo nel Decreto, è la deroga al decreto Madia per l'assunzione degli autisti. La deroga per l'assunzione c'è nel Decreto, però c'è scritto "polizia locale e personale amministrativo". In realtà avevamo inserito la dicitura "anche autisti". Noi con quei milioni destinati all'Amt, prevediamo l'assunzione di molti lavoratori. Però è necessaria un'integrazione, altrimenti non potremmo assumerli. È essenziale questa integrazione. Sugli autotrasportatori i 5 milioni sono pochi, la cifra richiesta era 20 volte tanto».

Le imprese - «Manca nel Decreto il riferimento al Pris, ovvero sia a chi rimborsa il Pris. La legge regionale prevede che i rimborsi, attraverso il Pris, debbano avvenire da un ente terzo, che è quello che fa le opere. Se non si scrive questo sul Decreto, non si capisce chi deve pagare il Pris. Sulle imprese danneggiate della zona rossa, i tetti non vanno bene. Il tetto di 5 milioni e 200 mila euro non va assolutamente bene. Questi importi devono aumentare, noi abbiamo proposto 50 milioni di euro, senza alcun tetto. Con il passaggio da 5 a 50. Il 5 che è scritto nel Decreto riguarda solo il 2018. Non c'è nulla per il 2019. Noi ne abbiamo richiesto altri 45 per il 2019. Per quanto riguarda invece le imprese nella Zona Franca Urbana, che verrà definita dagli enti locali, c'è una soglia di entrata (di partecipazione) del 25% del business. Chiederemo che venga eliminata, perché chi ha 24% rischia di non prendere nulla. Sulla Zona Logistica Semplificata non c'è nulla, avevamo chiesto una riduzione delle tasse che non è stata accettata. Questo è tutto quanto da rivedere, assieme all'incremento del gettito iva nel porto, che sembra che non sia stato capito. Oggi noi abbiamo 30 milioni sul riparto. Avevamo chiesto una cifra attorno ai 90. Questo contributo viene preso dal cumulo globale, il che vuol dire che li danno a noi, ma li tolgono ad altri. Diciamo che così non ci creiamo degli amici. È abbastanza difficile pensare a queste cose spostando dei soldi, l'emergenza si gestisce creando risorse in più, non spostandole. La cassa integrazione in deroga è un grosso punto che deve essere rispettato. Le imprese della Zona Franca Urbana non avranno rimborsi, ma avranno esenzioni alle tasse. Le aziende nuove che aprono nella Zona Franca Urbana fino al 31 dicembre 2019 saranno esenti dalle tasse. Cercheremo di far includere la zona della fascia di rispetto di Prà e stiamo lavorando a parcheggi di interscambio con le Ferrovie dello Stato».

Il Pums - «Non è stato incluso l'inizio del Piano Urbano di Mobilità Sostenbile, chiederemo 5 milioni per la fase di progettazione. Chiederemo la deroga al codice degli appalti per l'estensione della metopolitana da Brin a Pallavicini, fino a Terralba dall'altra parte. È stato fatto tutto da Ansaldo Sts, abbiamo domandato all'Anac se fosse possibile continuare e l'Anac ha detto no. Il che vuol dire che per fare una gara ci vuole un anno, un anno e mezzo. Noi chiederemo che nel Decreto Genova venga inclusa la deroga per continuare a lavorare con Ansaldo Sts, per continuare il lavoro fatto. Se accettano questo nel Decreto potremmo inziare tra un paio di mesi a lavorare fisicamente sull'estensione della metropolitana. Abbiamo chiesto anche l'estensione delle deroghe alle gare per il completamento del Terzo Valico, perché qualche azienda ha problemi di bilancio e va in amministrazione controllata. Se questo accadesse, vuol dire che bisognerebbe rifare la gara con un altro anno e mezzo da perdere».

Il commento personale - «Qualcosa dal decreto abbiamo ottentuo, è indubbio. C'è qualcosa che va bene e lo portiamo a casa. Però dobbiamo continuare a negoziare e lavorare costantemente per arrivare al 100% delle richieste. Abbiamo fatto queste richieste perché servono tutte, non una di meno. Noi faremo di tutto per ottenere il massimo, altrimenti valuteremo come fare. L'idea di andare giù con le barche ce l'ho sempre in testa. La città ha bisogno di questi interventi».

Martedì 2 ottobre 2018 alle 16:03:20
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