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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 10 Dicembre 2018

Decreto Genova, Ghini: «La montagna partorisce ancora un topolino

Decreto Genova, Ghini: «La montagna partorisce ancora un topolino

Genova - «La conversione in legge del decreto Genova è la conferma del fatto che non “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. In questi mesi, dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi, dalla stesura del decreto ad oggi, alcune migliorie ci sono state anche grazie all’impegno del territorio. Purtroppo – prendiamo atto – che le misure non sono sufficienti a rendere questo strumento utile alla ripresa economica, occupazionale e sociale di Genova e della Liguria.
È inaccettabile, secondo la Uil della Liguria, perdere giornate intere per salvaguardare il condono edilizio di Ischia e non trovare soluzioni per le tante famiglie sul lastrico, senza più la possibilità di avere una casa. Siamo stufi di continue false promesse, rimandi, lacrime di coccodrillo»: così Mario Ghini, segretario generale Uil Liguri.

«A parte il gesto di Toninelli in aula, già ridicolo di per sé, ci sarebbe da chiedere al Ministro che cosa ci sarebbe da esultare per questa legge che ha più il sapore di una prova di forza con la maggioranza. Per noi è necessario e indispensabile partire con la demolizione e la ricostruzione del ponte, assicurando tutte le necessarie tutele lavorative e ambientali per coloro i quali saranno coinvolti nelle attività di ripristino e, nel contempo, dare garanzie a chi in quell’area deve vivere, a partire dalle persone anziane e in difficoltà», conclude Ghini.

Venerdì 16 novembre 2018 alle 13:00:13
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