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Ultimo aggiornamento ore 22.20 del 23 Gennaio 2019

Demolizione e ricostruzione, Bucci: «Stiamo lavorando bene, le malelingue vanno smentite»

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Demolizione e ricostruzione, Bucci: «Stiamo lavorando bene, le malelingue vanno smentite»

Genova - «I lavori di demolizione sono stati inaugurati sabato mattina, e non si tratta assolutamente di lavori di facciata – come ha alluso qualcuno nei giorni scorsi – anzi da ieri si è potuto iniziare a lavorare sul lato ovest, come da programma». Esordisce così il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, che in sede di consiglio comunale non ha mancato di precisare quale sia attualmente l’effettiva situazione dei lavori di demolizione del viadotto sul Polcevera.

Il punto della situazione - «Cominceremo a lavorare sul lato est mettendo sei grosse torri d’acciaio che terranno su il ponte, così che risulti assicurato, senza più bisogno dei sensori. In questo modo, si potrà andare sotto il ponte a togliere l’amianto del riscaldamento e dei tubi, le cui quantità non sono assolutamente quelle paventate da qualcuno. La cosa importante è che avremo la possibilità di riaprire via Fillak prima della demolizione del Ponte». Buoni propositi, insomma, che si accompagnano ad altrettanto buoni segnali per il futuro: «Ora come ora il piano prevede una serie di attività – in accordo con l’autorità giudiziaria – che procederanno parallelamente, senza che nessuna venga rallentata. Noi siamo qui per fare le cose bene, in fretta e a un costo ragionevole: 19 milioni. Un costo decisamente competitivo, e non è vero che alcune aziende si sono defilate, come comparso sui social ultimamente: state sbagliando strada, scrivere queste cose è controproducente». «Per quanto riguarda la ricostruzione» conclude Bucci «non posso ancora parlare: parleremo una volta che il decreto sarà firmato».

La zona franca urbana - «Per quel che concerne quella che sarà definita come zona franca urbana» ha poi spiegato il commissario «possiamo dire che al momento prevede cinque comuni (Meranesi, Mignanego, Campomorone, Sant’Olcese e Serra Riccò) e tre municipi (Centro Ovest, Valpocevera e Medioponente). Al suo interno saranno previste una zona arancione, una zona rossa e una zona nera. Quest’ultima è quella in cui sono presenti le aree che verranno sicuramente abbattute, ma al momento non è ancora stata delimitata: i limiti di questa zona verranno definiti in base a cosa succederà analizzando l’area sottostante il moncone est. Si parla comunque di non più di 80-100 appartamenti». «Il sindaco farà quindi un’ordinanza, che verrà inviata al commissario delegato all’emergenza» ha infine concluso Bucci. «In questo periodo abbiamo avuto modo di lavorare con persone e aziende competenti, con cui abbiamo elaborato piani davvero efficienti: di questo dobbiamo essere orgogliosi».

Martedì 18 dicembre 2018 alle 16:00:43
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