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Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 21 Maggio 2018

Gentiloni saluta Bucci e lancia la sfida: «L'Italia ha bisogno di più migranti»

Il premier a Genova: «Siamo leader di questa questione e ce lo riconosce tutto il mondo»

FESTIVAL DEL LIMES
Gentiloni saluta Bucci e lancia la sfida: «L´Italia ha bisogno di più migranti»

Genova - È arrivato alle 18 in Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Occasione della visita dell’attuale premier è il Festival di Limes presieduto dal direttore della rivista geopolitica Luca Caracciolo. Il tema dell'incontro è "Lo stato del mondo e noi", con lo specifico approfondimento sul ruolo e le sfide dell’Italia nell’attuale contingenza internazionale, visti da un protagonista di spicco della politica italiana.

Dagli equilibri europei al rapporto con la Russia, passando per le dinamiche mediterranee, le nuove Vie della seta cinesi e gli altri grandi temi all’ordine del giorno. «L’Italia ha da sempre un compito e un percorso che si sono definiti nel corso di decenni in forme diverse, ma sempre più chiare» introduce Gentiloni.

«Da questo percorso non possiamo deflettere. Quello che dirò al mio successore è che l’Italia in politica estera dovrà fare l’Italia. Ossia, trovare sempre una combinazione tra i nostri interessi nazionali e le nostre alleanze internazionali. Guai a smettere di fare l’Italia, non possiamo permetterci un paese che rinunci agli interessi internazionali».

«L'Italia - ribadisce il premier - non può permettersi di uscire da questi binari. L’Italia fa la sua politica dentro quel quadro di alleanze. Non riconoscerlo sarebbe pericoloso: sarebbe inoltre un segnale di debolezza, non di forza».

Sul tema delle questioni migratorie Gentiloni traccia una linea ben marcata. «C’è un incrocio di questioni. Tra argomenti politici, geopolitici, d’influenza. Argomenti di paura che i flussi migratori generano. Sul piano geopolitico penso che uno dei successi della politica estera del nostro paese degli ultimi anni sia proprio condensato su come abbiamo ripreso in mano le questioni libiche. Noi abbiamo bisogno di migranti nel nostro Paese, a condizione che il flusso sia sicuro, organizzato e non porti a morti nel Mediterraneo. Penso che l'unica ricetta sensata per un Paese con la nostra geografia, di fronte all'Africa, sia rendere il numero dei flussi governabile, riducendoli in modo drastico e facendo partire in parallelo un meccanismo di migrazioni legali, sicure e se possibile legate al mercato del lavoro nel Paese in cui si va a migrare. Siamo leader di questa questione e ce lo riconosce tutto il mondo».

Si passa poi ai rapporti con la Francia. «Credo che la Francia di Macron sia una Francia che ha ridato speranza all’Europa. La linea del presidente Macron sia oggi quella che, nella maniera più forte e più chiara, incarna una prospettiva europea. In questo momento sulla prospettiva dell’Europa l’Italia potrebbe svolgere un ruolo fondamentale, in generale quasi tutti dossier di politiche internazionali e politiche migratorie si convergono con quelle transalpine».

Venerdì 4 maggio 2018 alle 18:45:00
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