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Ultimo aggiornamento ore 20.00 del 21 Agosto 2018

La Cgil non ci sta: «Reintroduzione voucher? Meglio il lavoro di qualità»

Il segretario provinciale Bosco: «Il lavoro occasionale c'è già»

PARTE LA PETIZIONE
La Cgil non ci sta: «Reintroduzione voucher? Meglio il lavoro di qualità»

Genova - Attraverso un comunicato la Cgil Liguria dimostra il proprio dissenso riguardo la reintroduzione dei voucher. «L’idea del Governo di reintrodurre i voucher sta facendo molto discutere e come sempre accade le informazioni vengono date e recepite in modo disordinato favorendo la confusione» introduce Ivano Bosco.

Il segretario Generale della Camera del Lavoro di Genova spiega la contrarietà: «Uno degli argomenti, falso, è che oggi non esista il modo per regolare il lavoro occasionale, anche per le imprese. I voucher ci sono ancora: ora si chiamano Libretto Famiglia e Presto, strumenti introdotti dal Governo Gentiloni che, dopo averli prima annullati per evitare il referendum proposto dalla Cgil, si inventò questa sbagliata soluzione; in pratica hanno le stesse negative caratteristiche di quelli precedenti, cioè il riconoscimento di una paga oraria senza alcuna altra tutela contrattuale. Il nuovo modello, attivabile attraverso la piattaforma INPS, è stato molto meno utilizzato del sistema precedente e per contro sono tornate a crescere altre forme di lavoro: tempo determinato, somministrazione, lavoro a chiamata, per citare le principali, che certamente sono precarie ma perlomeno sono contrattualizzate. Questo a dimostrazione del fatto che, volendo, gli strumenti per regolare il lavoro precario, attraverso un contratto di lavoro ci sono. I dati confermano che dal momento della loro introduzione i voucher non hanno ridotto la precarieta`, ma l'hanno estesa e istituzionalizzata, non ostacolando affatto il lavoro nero. In molti casi si è trattato di un vero e proprio “effetto sostituzione”: voucher al posto del lavoro subordinato. Questo ha determinato, a parità di lavoro e di mansioni, la riduzione di tutele, diritti e retribuzioni. In questi giorni la Cgil è nuovamente impegnata, come aveva fatto nel 2017 raccogliendo contro questo strumento 1 milione e mezzo di firme, in una campagna che ne impedisca l’utilizzo. Se questo, come si autodefinisce, è il Governo del cambiamento e dell’attenzione ai giovani, non può introdurre una forma di pagamento che condanna i nostri ragazzi alla precarietà più assoluta. Ciò è particolarmente vero per i settori di cui si discute, agricoltura e turismo, settori caratterizzati da una forte stagionalità che hanno già contrattualmente previsto tutti gli strumenti idonei per rispondere alle legittime esigenze di flessibilità espresse dalle imprese. Per queste ragioni chiediamo ai parlamentari di avere il coraggio di scegliere di stare dalla parte giusta: dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Dalla parte di quel milione e mezzo di italiani che un anno fa si è già espresso con chiarezza su questo tema. Chi volesse sostenere questa posizione può farlo firmando la petizione on line con la quale invitiamo il Parlamento a respingere questa proposta. Il lavoro occasionale è già normato, non abbiamo bisogno di altri strumenti, ma di lavoro di qualità. In questi giorni il decreto farà i suoi passaggi alla Camera ed è per questo che ancora una volta chiediamo il sostegno di tutti i cittadini, non solo delle persone che rappresentiamo. Per combattere precarietà e sfruttamento serve lavoro regolare, ben retribuito, contrattualizzato. E solo i contratti nazionali di lavoro garantiscono questo: regole, flessibilità, diritti».

Giovedì 2 agosto 2018 alle 17:00:00
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