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Ultimo aggiornamento ore 11.40 del 18 Agosto 2018

La futura mobilità a Genova: «Convinciamoci a lasciare l'auto a casa»

La futura mobilità a Genova: «Convinciamoci a lasciare l´auto a casa»

Genova - È stato presentato quest'oggi al Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi il quadro strategico preliminare al PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. «È la visione d'insieme, propedeutica al vero e proprio piano della mobilità sostenibile» afferma Enrico Musso.

I capisaldi - «C'è una forte rivalutazione del ruolo del trasporto pubblico con mezzi di grandi capacità e grazie a un sistema di linee di forza che sarà svolto da mezzi completamente nuovi, tram o light tram. E l'altro grande filone è il passaggio all'elettrico. È un passaggio che avverrà gradualmente e che sostanzialmente avrà luogo nei prossimi dieci anni e riguarderà sia la mobilità pubblica, che la mobilità privata. Con sistemi di conversione della flotta pubblica, dagli attuali mezzi termici verso mezzi elettrici e incentivi per la conversione della flotta privata, ossia delle auto dei cittadini che nel giro di qualche anno dovranno abituarsi al sistema migliore che ci sarà in quel momento».

Meno auto in centro, meno auto inquinanti -. «Vogliamo garantire un trasporto pubblico di qualità, che convinca a lasciare l'auto a casa. Nel piano ci sono grandi e piccoli parcheggi di interscambio. Quelli grandi intercettano i flussi autostradali e saranno in corrispondenza dei caselli di Genova Nervi, Genova Est, Genova Ovest, Genova Aeroporto e uno nella zona della Valpolcevera (nella zona dove partirà la metropolitana). In aggiunta, poi verrà introdotta una serie di parcheggi interscambio più piccoli».

Lo sviluppo della linea metropolitana -«Lo sviluppo della linea metropolitana è certamente realizzabile e in gran parte già finanziato. Comporterà l'estensione a levante verso la stazione di Terralba e a ponente verso la stazione di Canepari (Rivarolo)».

I tempi - «Dovrebbero essere relativamente veloci. Tutto il sistema delle linee di forza (che comprende anche le linee di tram e light tram) può richiedere da un minimo di tre anni a un massimo di otto».

Venerdì 2 marzo 2018 alle 13:21:55
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