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Ultimo aggiornamento ore 21.15 del 25 Settembre 2018

La giunta fa chiarezza: «Aumento stipendi? Va adeguato al costo della vita»

La giunta fa chiarezza: «Aumento stipendi? Va adeguato al costo della vita»

Genova - La giunta fa chiarezza sull'indiscrezione pubblicata quest'oggi da Il Secolo XIX per quanto riguarda l'adeguamento degli stipendi dei consiglieri comunali. «L'articolo di oggi è stato corretto sotto vari profili, ma passa poi il messaggio che questi "politici farabutti " vogliono aumentarsi lo stipendio e non è assolutamente così» afferma Federico Bertorello.

«Il mio ruolo come Consigliere Delegato agli Affari Legali è quello di avere ricevuto una carica specifica per studiare, tra le altre cose, questo problema. Va fatta chiarezza, il Comune può aumentare gli stipendi, perché il Comune non ha alcuna potestà normativa su questo tema, che è statale».

Indennità bloccate da oltre 10 anni. «Come prevede il testo unico enti locali, dovrebbero essere adeguate ogni tre anni al costo della vita. Questo non è mai stato fatto. Noi avevamo allo studio la possibilità di adeguare al costo della vita - come qualsiasi altro stipendio pubblico o privato - l'indennità di funzione del sindaco, da cui dipendono assessori, vice-sindaco, presidente del Consiglio Comunale e a cascata i consiglieri comunali. Teniamo presente che un consigliere comunale a Genova (il suo compenso è legato alle presenze effettive nelle commissioni consiliare e in consiglio comunale) non può superare i 1.800 euro lordi circa al mese».

Questo è il blocco previsto dalla normativa per i comuni con una cittadinanza superiore a 500 mila abitanti. «I gettoni dei consiglieri comunali si aggirano a 94 euro lordi l'uno. Facendo tutte le 18 sedute (blocco imposto) arrivano a 1.300 euro al mese. Il sindaco ha un'indennità di funzione di 88 mila euro all'anno lordi, che sono circa 4.500 euro al mese netti. Ed è forse il sindaco, per i comuni superiori ai 500 mila abitanti, che guadagna di meno».

«Non ci si deve scandalizzare - prosegue Bertorello - se si vuole adeguare i compensi al costo della vita. Nessuno vuole aumentarli a dismisura. L'adeguamento? C'è un blocco normativo che prevede la non possibilità di operare questo adeguamento. È dal 2010 che siamo in regime di blocco. O il prossimo governo libera la possibilità di agire in questo modo oppure non è possibile. Troppo alta la discrepanza tra Comune e Regione? Assolutamente sì. Anche per la mole di lavoro e la responsabilità che hanno gli assessori e i consiglieri comunali» conclude il consigliere.

Martedì 20 marzo 2018 alle 19:08:07
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