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Ultimo aggiornamento ore 13.00 del 23 Luglio 2018

Parte la raccolta firme a Cogoleto: «Basta venditori abusivi»

Così Matteo Rosso (Fratelli d'Italia) in merito alla raccolta firme di sabato 16 a Cogoleto

Parte la raccolta firme a Cogoleto: «Basta venditori abusivi»

Genova - «Abbiamo deciso di partire da Cogoleto ed all'inizio della stagione turistica per parlare di un problema che è, però, poco sentito o tollerato: i venditori abusivi. Partiamo da qui e da una raccolta di firme per sensibilizzare cittadini, istituzioni e i media su questo mondo sommerso»: lo dichiara così il consigliere Regionale di Fratelli d'Italia Matteo Rosso in merito alla raccolta firme di sabato 16 a Cogoleto.

«I dati sulla contraffazione sono preoccupanti: secondo le più recenti stime la contraffazione ha sottratto, nel solo 2017, oltre 5 miliardi di € di tasse. Tasse che sono ricadute sui cittadini Italiani - aggiunge Stefano Baggio, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia - Tanto per essere chiari la contraffazione pesa per il 2% delle entrate fiscali e se ragioniamo in maniera speculativa potremmo dire che avremmo un abbattimento del 2% delle tasse se debellassimo il business della contraffazione.

Questo business alimenta, inoltre, la schiavitù degli immigrati clandestini che vengono in Italia sognando un futuro migliore e che per sbarcare il lunario entrano nelle fila della criminalità quasi inconsapevoli. Su questo dobbiamo ragionare molto dato che la situazione si fa più complessa perché tutti noi pensiamo, sbagliando, che 'meglio che vendano dei vestiti piuttosto che vadano a rubare'. Nulla di più falso in realtà alimentano allo stesso modo la criminalità anche quella complessa ed organizzata».

«Sul tema del turismo prosegue Giacomo Robello fondatore della pro-loco Arenzano e Cogoleto "non ci rendiamo realmente conto di quanto il problema dei venditori abusivi possa ed anzi incida sul turismo e sulla scelta di una località, le riviere di Ponente e di Levante della Liguria vivono prevalentemente dell'economia del turismo e non possiamo permetterci il lusso di ignorare l'aspetto della sicurezza, dell'accoglienza e del degrado urbano in nessuna delle loro forme».

«Un altro tema importante ed una seria preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento, sono i luoghi di produzione delle merci contraffatte ed il loro mancato rispetto delle norme internazionali sull'impatto ambientale. Non avendo tracciabilità del processo produttivo non possiamo sapere se per produrre quel jeans che ci alletta per il basso costo sono state compiute azioni dannose per l'ambiente - così commenta Diego Santin, neo responsabile provinciale per Ambiente e Territorio di FdI - Soprattutto non possiamo sapere se ci mettiamo addosso del materiale potenzialmente tossico ad esempio per i coloranti. Non sarebbe la prima volta che l'acquisto sconsiderato di prodotti contraffatti porti a reazioni di tipo allergico o di conseguenze indesiderate per la nostra salute».


Venerdì 15 giugno 2018 alle 11:30:15
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