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Ultimo aggiornamento ore 13.00 del 15 Ottobre 2018

Tursi, spunta un "cultural services manager". Il suo obiettivo? «Valorizzare Genova a livello internazionale» | Video

Approfittando della nomina di Barbara Grosso ad assessore alle Politiche culturali, il Comune di Genova introduce anche una nuova figura all'interno del proprio entourage: il cultural services manager

UN NUOVO INIZIO
Tursi, spunta un `cultural services manager`. Il suo obiettivo? «Valorizzare Genova a livello internazionale»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/maurizio-gregorini-e-il-nuovo-cultural-services-manager-del-comune-genova-sara-internazionale-2010.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Genova - Con l'ufficializzazione del "passaggio di testimone" da Elisa Serafini a Barbara Grosso, il Comune di Genova ha colto l'occasione per presentare alla città anche quella che è una figura totalmente innovativa sulla scena politica italiana: quella del cultural services manager.

La novità - Il compito di cultural services manager è stato affidato al regista, scrittore e organizzatore culturale Maurizio Gregorini che - insieme alla collega e neo-assessore alle Politiche culturali - avrà l'obiettivo di «aumentare il livello dell'offerta culturale nella nostra città». Gregorini si è detto onorato di poter ricoprire l'incarico che gli è stato affidato, nonché convinto che «nonostante Genova non si sia mai davvero spenta, ma abbia comunque continuato a macinare, ci sia ora bisogno di uno slancio simbolico: e la cultura è quel mondo che lancia i simboli, li contiene e può ispirarli».
Il suo compito sarà anzitutto quello di «rendere possibile un'internazionalizzazione - di cui per ora la città, purtroppo, manca - tale da rendere gli stessi genovesi dei "messaggeri" di tutto quello che è l'immenso patrimonio culturale della città». Anche perché «si diventa qualcosa quando si produce pensiero proprio e cultura propria: in questo modo gli altri ti seguono e cominciano a imitarti. Noi fino ad oggi purtroppo abbiamo sempre un po' imitato gli altri: il mio obiettivo è che questa tendenza venga invertita. Genova ha un genus loci forte, delle radici culturali profonde e antichissime, che vanno valorizzate a livello nazionale e internazionale. Per dirne una, a Genova abbiamo un "Ecce homo" di Caravaggio, ma nessuno lo sa. Dobbiamo ripartire da cose come questa per far rinascere la nostra città».

La parola chiave è una: policentrismo. Perché «un vizio della cultura occidentale è quello dell'accentramento culturale» afferma Gregorini: «Genova è una città policentrica, ricca di periferie con una loro storia e - in parte - una loro cultura. Dobbiamo partire da questo per farla rinascere, in primis della Valpolcevera». Una delle periferie più importanti della nostra città, colpita da una tragedia senza senso ma comunque pronta a lavorare per rinascere a nuova vita.

Lunedì 17 settembre 2018 alle 20:30:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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17/09/2018 - Maurizio Gregorini è il nuovo "cultural services manager" del Comune: «Genova sarà internazionale»



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