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Ultimo aggiornamento ore 17.40 del 21 Agosto 2018

Ferrero: «Quando presi la Samp c’erano tre docce scassate. Adesso…»

Il patron blucerchiato al Corriere dello Sport: «Oggi la Samp ha un progetto»

Ferrero: «Quando presi la Samp c’erano tre docce scassate. Adesso…»

Genova - Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha concesso quest’oggi una lunga intervista al Corriere dello Sport. Diverse le tematiche affrontate dal patron blucerchiato, neanche a dirlo, con la solita esuberanza che lo contraddistingue.

I primi anni in blucerchiato -«Mio padre mi ripeteva sempre "non ricchi ma credibili". La credibilità non deriva dagli atteggiamenti o da quello che dici, ma dalle cose che riesci a fare. Contano i risultati perfino in un Paese allo sbando come il nostro, un Paese che non riconosce il merito. Oggi sono il presidente di una società che non ha un debito. E non sono mai fallito, mai. Neppure con Livingston. Quando presi la Samp perdeva 30, 35 milioni l'anno. Garrone ne aveva buttati addirittura 50 in B, i debiti complessivi ammontavano a 100 milioni. L'ultima stagione ho chiuso con un attivo di nove e anche in precedenza avevamo il segno più. Prima di me, nel post-Mantovani, la Samp acquistava giocatori da massimo 4 milioni di euro e li rivendeva per 10. Icardi, per fare un nome. Io li compro a venti, Zapata, e li cedo per 40, 42. Vedi Schick».

I tifosi - «I tifosi della Sampdoria non mi amano? Il metro di giudizio è diventato qualche show in tribuna o in mezzo al campo? Non avete visto cos’è oggi Bogliasco, quando entrai per la prima volta in quegli spogliatoi c’erano tre docce scassate. Oggi c’è un progetto, la Samp avrà una nuova casa, e c’è il museo della società, i nostri ragazzini non vivono più in mezzo a una strada, abbiamo anche stretto un accordo tecnico con la Vis Pesaro, introdotto la Next Generation, e il 3 settembre ci sarà l’Open Day al Circolo della Polizia di Stato a Tor di Quinto. Abbiamo almeno una società dilettantistica consociata in ogni regione».

I colleghi presidenti - «Lotito è il numero uno, il migliore. Pallotta è un miracolato. Prima o poi gliela soffierò, la Roma. Ad Aurelio voglio bene, molto. Lui però mi è amico per interesse, io a titolo gratuito. Quando mi telefona dice “Bello, Massimetto mio” e io gli rispondo “Aure’, che te serve?”». ll matto sono io? Io sono il più normale di tutti. Volete che vi parli degli altri diciannove presidenti di Serie A e di una Lega che si è auto-commissariata? Siamo su Scherzi a parte».

Venerdì 10 agosto 2018 alle 17:00:00
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