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Ultimo aggiornamento ore 15.45 del 21 Marzo 2019

Giampaolo festeggia le 100 panchine: «Un onore e un orgoglio»

Sul suo lascito alla Samp: «Ordine e rispetto per il lavoro, non parlo solo del calcio»

Giampaolo festeggia le 100 panchine: «Un onore e un orgoglio»

Genova - «Cento partite per me sono un onore e un orgoglio»: così l'allenatore della Samp, Marco Giampaolo, al Secolo XIX dopo le 91 partite in Serie A e le 8 in Coppa Italia. «Non lo sapevo, sono un distratto seriale sulle date. Cento preparazioni tattiche, cento ritiri, cento riti da ripetere, duecento conferenze stampa. È un bel traguardo per me, che al massimo mi sono fermato due anni nell’Ascoli».

Sulla partita che gli è rimasta più nel cuore: «Il primo derby, vinto per 2-1. Ne venivamo da una miniserie negativa e quel pomeriggio la Sud mi manifestò un affetto e una stima per me inaspettati. Senza che io avessi nei loro confronti nessun tipo di credito o credibilità».

Se si sia mai sentito a rischio esonero: «Sinceramente no. Ci sono stati momenti di difficoltà, ma non ho mai pensato che mi dovessi giocare quella partita da dentro o fuori. Perché se arrivi a giocarla significa che sei già segnato».

Su cosa gli piacerebbe lasciare alla Sampdoria: «Ordine e rispetto per il lavoro. L’ambiente di lavoro è sacro e non tutti lo sono. Non parlo solo del calcio. C’è spesso qualche casino, qualche lamentela, qualche mugugno, qualcuno che parla male alle spalle. Qui da due anni e mezzo i miei ragazzi sanno sempre cosa fare, come comportarsi. C’è un ordine nel fare le cose e mi piacerebbe potere lasciare questa cultura come patrimonio per il futuro».

Mercoledì 12 dicembre 2018 alle 13:45:14
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