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Ultimo aggiornamento ore 18.30 del 12 Dicembre 2018

Giampaolo: «Non posso lasciare la Samp, sono troppo legato all'ambiente»

Sul derby: «Per vincere bisogna giocare a calcio, ne abbiamo messo uno sul fisico e abbiamo pareggiato»

Giampaolo: «Non posso lasciare la Samp, sono troppo legato all´ambiente»

Genova - «Io non posso lasciare la Samp, è un lusso che non mi posso permettere per il legame che c’è con l’ambiente, la società, i giocatori, i tifosi» così il tecnico blucerchiato Marco Giampaolo, intervistato dal quotidiano La Repubblica che aggiunge: «Altri possono farlo, se vogliono, ma io non metto in discussione il mio rapporto con la Samp. Quando perdiamo, mi prendo sempre l’intera responsabilità della sconfitta, non do mai colpa ai giocatori. Se dico, impariamo ad alzare l’asticella, è per responsabilizzarli. Ma se non lo facciamo, la colpa è mia, che non li ho stimolati abbastanza».

Sulle critiche ricevute per essere troppo legato ad un solo modulo: «Sapete chi cambierà il gioco della Sampdoria? Quello che verrà dopo il giugno del 2020, alla scadenza del mio contratto, chi mi subentrerà. Non prima, perché io resto almeno sino alla fine della mia intesa. O magari oltre, chissà. Da parte mia spero di lasciare la Sampdoria il più tardi possibile, è il mio presente e il mio futuro. Quando sarà lascerò un grande profumo. La mia storia con questa società e con questa maglia si chiuderà in bellezza».

Sul derby di sabato prossimo: «Vi ricordate due anni fa? Alla vigilia dissi che mi sarei giocato tutto. Mi piace questo modo di approcciare la sfida. Anche se è chiaro che ora è tutto diverso. All’epoca c’erano tre mesi di lavoro, non avevo credibilità. Avevamo 8 punti, sconfitte a Bologna e Cagliari, due pareggi con Palermo e Pescara, effettivamente qualcosa mi giocavo, meglio non aver perso… Ora ci sono 29 mesi, il neonato è diventato grande. Ma il pensiero deve essere lo stesso, perché il derby non concede appelli, non dà vie di fuga, è una gara dove gli attributi sono fondamentali. Una sfida di calcio però, non una guerra. Se la vedi come una guerra, hai già perso». Su cosa occorra per vincere il derby: «Noi ne abbiamo messo uno sulla fisicità, contro Ballardini, e lo abbiamo pareggiato. Negli altri tre abbiamo giocato a calcio e abbiamo vinto. Così dobbiamo fare, tattica, intensità, qualità e divertimento. Queste sono gare in cui devi mettere passione».

Venerdì 16 novembre 2018 alle 16:40:34
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