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Ultimo aggiornamento ore 19.31 del 18 Giugno 2018

Ma come ti vesti? Le elezioni si vincono anche con (o senza) cravatta | Foto

Gli sprezzanti giudizi del Barone Rampante sullo stile dei candidati a Palazzo Tursi

Ma come ti vesti? Le elezioni si vincono anche con (o senza) cravatta<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/lo-stile-dei-candidati-sindaco-di-genova-301_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>

- I politici genovesi che sognano di guidare la città sono consapevoli del loro stile? Il loro aspetto, l'abbigliamento, il tono della voce, sono in armonia con l'elettorato a cui chiedono fiducia?

La questione è ben più importante di quanto si possa pensare poiché lo stile è il primo dei metalinguaggi. Le aziende, i partiti, persino le nazioni hanno un loro stie: riconoscibile, simbolico, rappresentativo. Da Babbo Natale alla Ferrari, da Charles De Gaulle a Donald Trump, marchi e uomini politici sono andati a braccetto nella ricerca di un simbolismo che li precedesse.
Berlusconi, per esempio, non riusciva a sembrare elegante nemmeno con i doppiopetti di Caraceni ma, da mago della comunicazione, aveva capito che vestirsi ogni santo giorno nello stesso modo avrebbe garantito un'immagine univoca di sé. A un certo punto, consigliato da chissà chi, decise di sostituire camicia e cravatta con una t-shirt, alla Giorgio Armani. È passato dal trenta al dieci per cento dei consensi anche per questo.

Bertinotti è più celebre per il porta occhiali a tracolla e le giacche in lana secca che per la sua attività di leader e in Europa faremmo probabilmente ancora oggi il saluto romano se Churchill non avesse avuto una smodata passione per il cravattini, i sigari e le bevande forti.

In Italia oggi vige un certo "déshabille": il caso più clamoroso è quello del signor Fiat, Sergio Marchionne, che però non può dirsi compiutamente italiano. Il suo maglioncino blu notte indossato di fronte a chiunque e in qualunque occasione è un grido sguaiato ma efficace: "Io sono io e voi non siete un c...". Marchionne ovviamente non ha il fascino del Marchese del Grillo e sgomenta l'idea che egli oggi sieda sulla scrivania che fu di Gianni Agnelli, ma la forza del messaggio iper snobistico supera la cafonaggine di chi lo produce. Un interessante fenomeno da studiare.

Anche in politica il metalinguaggio è cambiato: come il Conte di Cavour, il più grande statista italiano (seppure lo fu per poco più di due mesi), mostrava il suo rango anche con la mise, i giovani deputati del Movimento 5 Stelle mostrano orgogliosi le loro umili origini presentandosi a Montecitorio con lo zainetto sulle spalle. Matteo Salvini profetizza l'uscita dall'Euro in jeans e felpa, Renzi preferisce togliere la giacca e arrotolarsi le maniche della camicia. Lui pensa di apparire così più dinamico e operativo sebbene, in realtà, dimostri solo di avere sbagliato giacca. Non sono certo che chi non sa pescare dall'armadio abbia i numeri giusti per guidare un paese ma questo è un altro discorso...

E i genovesi? Sanno parlare al loro elettorato anche quando stanno zitti? Ecco in sintesi le pagelle di stile dei candidati alle prossime comunali.

MARCO BUCCI - Il centrodestra, che pure dovrebbe avere una naturale inclinazione all'upper-class, ha candidato Marco Bucci: che questi sia un super manager nessuno lo nega ma sul piano estetico l'immagine non è quella di un gentleman della city o di un falco di Wall Street. Forse gli ha nuociuto la lunga permanenza negli Stati Uniti d'America, paese tanto libero da aver cancellato ogni forma di galateo estetico. L'aspetto è quello del nonno di Heidi in giacca e cravatta. Probabilmente potrà farsi aiutare dal suo potenziale vicesindaco, Sfefano Balleari, che ha forse il difetto opposto, cioè l'essere troppo perfetto. Voto: 5,5 ma con un pizzico d'impegno può raggiungere la sufficienza.

GIANNI CRIVELLO - La "sinistra al caviale" lo potrà amare per il totale understatement ma lo "shabby chic" in Crivello supera il punto della tollerabilità: sembra essere a suo agio solo nelle calamità naturali, armato di pala e stivaloni. Nelle foto dei manifesti compare in maniche di camicia, con la giacca posata sulle spalle, come si fa talvolta quando d'estate fa troppo caldo. Se vorrà sentirsi a suo agio negli augusti saloni di Tursi dovrà darsi una rassettata. Voto: 5

LUCA PIRONDINI - Anche i grillini stanno cambiando pelle e Pirondini, che pure non è ancora certissimo di poter correre alle amministrative, lo testimonia largamente. Rispetto a molti suoi compagni di movimento della prima ora appare decisamente più presentabile: non è dotato di un'eleganza classica, al Reform Club sarebbe squadrato dall'alto in basso, ma è comunque in grado di abbinare dignitosamente camice, abiti e cravatte. Che questo contegno piaccia al "grillino medio" è però tutto da dimostrare. Voto: 6,5

MARIKA CASSIMATIS - È l'unica donna del gruppo e il Barone Rampante deve astenersi dal formulare giudizi sul gentil sesso, non sarebbe elegante. Con Pirondini rischia di costituire, a Genova, il Movimento 10 Stelle e rispetto al suo rivale interno non potrebbe essere più diversa. Voto: 10, naturalmente, accompagnato da una rosa e da un buono sconto per rifarsi il guardaroba.

PAOLO PUTTI - Se diventasse Sindaco, caso mai gli antagonisti assediassero Palazzo Tursi l'uomo della sinistra radicale potrebbe lasciare l'ufficio senza essere notato. Ha l'aspetto duro e puro dell'uomo di trincea, tipo quei soldati che 1917 restavano due mesi nascosti in un fosso. Ma siccome lo stile conta, chissà che il suo, di stile, non gli possa giocare qualche vantaggio: non sarà "chic" ma è di sicuro "radical". Voto: 2 ma per un certo elettorato potrebbe essere un 8.

ARCANGELO MERELLA - È il signore del gruppo: se mai si dovesse disegnare un genovese Merella potrebbe fare da modello. Sobrio al massimo grado, elegante senza eccessi, sportivo come si conviene a un uomo di mare. Le signore impazziranno per lui: lo voteranno? Voto: 7,5

MARCO MORI - Ha la faccia da pazzo stile Jack Nicholson che strapiace all'elettorato più radicale. Da sconosciuto dice di puntare al ballottaggio, veste in giacca e cravatta ma dà l'impressione di poter esplodere da un momento all'altro, diventare verde e stracciare gli abiti. Voto: S.V., appartiene a un campionato a parte...

Martedì 25 aprile 2017 alle 08:30:48
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