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Ultimo aggiornamento ore 14.00 del 17 Novembre 2019

L'Isola nel Kantiere di Bologna rivive con Neffa e Casino Royale

L´Isola nel Kantiere di Bologna rivive con Neffa e Casino Royale

- C’erano tutti o quasi domenica al T.p.o di Bologna, per il primo di una serie di appuntamenti dedicati all’Isola nel Kantiere. Vecchi e giovani kids influenzati da uno dei luoghi di culto della controcultura giovanile tra fine Ottanta e primissimi anni Novanta. Un’esperienza che ha segnato profondamente non solo la città ma tutto il movimento dei centri sociali; una storia da ricostruire e ricordare attraverso immagini, suoni ed eventi per un luogo che fu crocevia di linguaggi espressivi che contribuirono anche alla nascita del movimento Hip hop in Italia grazie a Isola Posse All Star e Sangue Misto. Ideali che dopo vent’anni sono tornati a vivere nella serata del T.p.o., dove al fianco dei Casino Royale si sono esibiti alcuni degli storici protagonisti di una realtà musicale e sociale di grandissimo impatto. Mentre lo spazio di via Casarini si riempie velocemente, sulle pareti scorrono le immagini più significative di quegli anni, i volti, i concerti, i cortei; fotogrammi dove i più grandi si riconoscono non senza emozione. I giovani osservano con attenzione, cercando di cogliere particolari e sfumature per arricchire una conoscenza fin lì solo musicale. La stessa che da li a poco apre la serata, con il breve set di Deda-Katzuma e Gopher i quali introducono l'evento vero e proprio. Iniziano i Casino Royale, milanesi, ma fortemente legati al contesto bolognese, non solo per la presenza nelle loro fila di Alessio Manna ma anche per le molte frequentazioni attive nel centro sociale in quegli anni, che hanno avuto più di un'influenza sul loro Dainamaita. Scorrono fra le altre Royale Sound, Crx, la splendida Cose Difficili, Royale Rockers, Re senza trono e la cover dei Clash ribattezzata Evolution Rock per l’occasione. Il tutto nella recente veste reggae che fa rasentare ormai al gruppo una perfezione da band giamaicana. Alioscia spiega, racconta, si emoziona, in un clima generale che va ben al di là della semplice rievocazione storica. La prova arriva subito dopo quando sul palco salgono Papa Ricky, Gopher, la leggenda Soul Boy e Neffa; spogliato della veste di artista da classifica e perfettamente a suo agio in questo ritorno alle origini nell’ambiente che lo ha visto crescere. Solo alcuni dei personaggi più importanti dell’esperienza dell’Isola, mentre molti altri rimangono fra il pubblico. Il ritmo rimane in levare con i Casino Royale ad occuparsi della musica e il microfono che passa di mano in mano come in una vera Jam, come in "Stop al Panico" manifesto musicale dell'Isola Posse All Stars; come se questa fosse una serata “Ghetto Blaster” di due decenni fa. Il risultato è da brividi e non risparmia emozioni sia sopra che sotto il palco dove il fascino emotivo della serata annulla il gap generazionale in un pubblico che in quelle tre ore riesce a sentirsi parte integrante di un piccolo evento storico. Una sensazione condivisa sia da chi quegli anni li ha vissuti in prima linea, sia da tutti coloro che sono venuti dopo ed hanno recepito attraverso la musica un periodo molto importante per la scena italiana troppo spesso sottovalutato. Dagli strumenti ai vinili, dal reggae al funky, l’evento benefit prosegue fino a notte fonda, con le luci accese e la pista ancora gremita, perché nessuno vorrebbe andarsene e lasciare un'atmosfera ed un mood davvero speciali. La vita non si ferma, il tempo non si ferma.


Lunedì 27 aprile 2009 alle 23:00:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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