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Rolli non stop | Foto

Rolli non stop<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/i-rolli-di-genova-41_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>

- Per tutto il week-end il Centro storico sarà animato, dalla mattina alla sera, da due iniziative parallele: Rolli Day Danza (spettacoli nei vicoli e nei palazzi storici organizzati da Palazzo Ducale) e Rolli in movimento, conoscere per tutelare (dalle 10 alle 17 partono le visite guidate da Palazzo Tursi: iniziativa benefica per la raccolta fondi dell’AISM).
Ma forse non tutti sanno, genovesi compresi, perché questi palazzi storici siano chiamati “dei Rolli”. Dobbiamo tornare indietro di secoli, e precisamente al XVI, quando la Superba, apprestandosi a vivere il proprio “secolo d’oro”, decise, secondo un decreto del 1576, di iscrivere nel rollo, cioè in un elenco, gli alloggiamenti privati, di patrizi e ricchi mercanti, destinati, per il loro prestigio e la loro bellezza, a ospitare principi, governatori, ambasciatori e cardinali di passaggio nella Repubblica Marinara. Naturalmente si trattava di palazzi nobiliari, che in base al destinatario erano suddivisi in tre categorie, i bussoli, proprio come accade oggi con gli alberghi. A fine ‘500 si contavano circa 150 palazzi, nel ‘600 un centinaio e poco meno di 200 nel corso del ‘700. Si tratta di quegli edifici che il celeberrimo artista fiammingo Pieter Paul Rubens nel XVII secolo aveva inciso e pubblicato nel libro I palazzi di Genova, con lo scopo di farli diventare un modello per tutte le città d’Europa. I palazzi che vediamo oggi hanno subito un ciclo di interventi di recupero iniziati nel 1994 in occasione delle Colombiadi, proseguiti nel 2001 per il G8 e culminati nel 2004 per celebrare Genova Capitale europea della cultura. Proprio a seguito di tali opere di restauro (costate 19 milioni di euro), sono circa 80 i palazzi che dal 2006 sono entrati a far parte del Patrimonio dell’Unesco, su un totale di circa 150. I più prestigiosi, che sono di epoca rinascimentale e barocca, si trovano in Via Garibaldi (Palazzo Rosso, Bianco e Tursi)- per la quale è stata studiata un’apposita illuminazione-, Via Cairoli, Via Balbi (Palazzo Reale), Piazza delle Vigne e Piazza delle Fontane Marose. I lavori proseguono tutt’ora e di recente è stato restaurato Palazzo Cattaneo Adorno in Via del Campo. Al loro interno ospitano affreschi, suppellettili e preziosissime collezioni realizzate da grandi pittori locali e non, da Luca Cambiaso a Bernardo Strozzi fino ad arrivare, appunto, a Pieter Paul Rubens.
Per approfondire il lavoro di Medea Garrone clicca qui

Sabato 21 settembre 2013 alle 13:30:03
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