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Ultimo aggiornamento ore 14.10 del 23 Luglio 2019

Fiabe e metafore

Fiabe e metafore

- Buongiorno
Oggi vorrei parlarvi delle fiabe e delle metafore.
Vi chiederete e perché mai ?

Perché è interessante capire meglio come agisce i loro tipo di linguaggio..

Spesso, nelle favole, viene usata una particolare forma di comunicazione, che supera il significato “digitale” delle parole e si pone e si propone , invece, con una modalità più propriamente “analogica” , basata sulla evocazione di immagini mentali e sull’effetto che producono, mettendole assieme .

Immagini che vengono scelte per il loro valore simbolico, al fine di creare un ‘ originale associazione di idee ed “indurre” una riflessione, basata sulle emozioni che sono state suscitate.

Dal dizionario con “metafora”, si intende la sostituzione di un termine con un altro, apparentemente improprio, ma che, invece, ne rafforza le caratteristiche

In altre parole si fa uso della figura retorica, della : metafora, all’interno di una strategia narrativa, che mira non tanto a “definire esattamente” le cose, ma piuttosto a stimolare le emozioni e l’immaginazione e guidarle verso una interpretazione “parallela” e creativa.

Dunque possiamo dire che la “metafora” è la base di tutti quei racconti ed espressioni che utilizzando similitudini, analogie e simboli, comunicano attraverso un struttura della narrazione e del linguaggio definibile come “metaforica”.

Anzi una delle possibili definizioni di “linguaggio metaforico” è “un particolare modo di “parlare” di alcune cose che hanno somiglianze o che hanno dinamiche simili ad altre situazioni, così che le riflessioni e le conseguenze delle une, possono essere applicate anche alle altre.

Tipo: Travolti da un “onda” di passione … Quando ti metti in testa un obiettivo diventi una macchina. … Muto come un pesce …..ecc ecc …

Questo modo di “comunicare” attraverso i simboli od utilizzando lo schema della metafora, non è ristretto solo alle fiabe ed alle favole o ai sogni, ma si incontra anche in altre circostanze: dallo schermo del computer, con le sue “icone” , alle barzellette, passando attraverso gli interventi didattici, formativi, riabilitativi e psicoterapeutici.
Ovviamente con tutte le distinzioni necessarie

Ad esempio .
Le fiabe ( ed ancor di più le favole) , generalmente sono “storie” più lunghe, che hanno una costruzione temporale più ampia e spesso tramandano usi , modi di relazione o contengono indicazioni su come dare un senso a situazioni e relazioni, che sfuggono ad una definizione più strettamente letterale .

A volte con scopi più ludici, altre volte con obiettivi più profondi, di regole sociali e morali.
Altre volte, l’uso della metafora in forma di racconti, aforismi o allegorie più brevi e sintetici, permette di dare “suggerimenti” , rispetto alla possibilità di vedere la realtà sotto punti di vista diversi e stimolare nuovi comportamenti o nuove strategie per affrontare le difficoltà della vita. E quasi tutti avranno notato che ultimamente è molto di mota utilizzare “metafore” derivate dal gioco del calcio..

Un ulteriore evoluzione sono i “simboli” , che racchiudono in un unico “segno” indicazioni molto più complesse e con significati molto più ampi.
Ma cos’ e’ che rende il linguaggio “metaforico” cosi “potente” ?

La metafora in senso stretto accomuna una situazione reale associandola con un nesso analogico ad un simbolo che ne connota, emozionalmente, le qualità od i difetti.
(Grazie, mi hai lasciato “tra le mani” una “patata bollente”)

Dunque, in sintesi, il “linguaggio metaforico” propone, con lo stesso approccio analogico, una situazione od una storia, più o meno verosimile , che accade od è accaduta ad altri, più o meno “reali” .Proprio per questa loro raffigurazione “parallela”, permette,alle persone una identificazione più empatica, priva di una rigida “censura” od “inibizione” cognitiva .

Ovvero, le persone si sentono più libere di prendere in considerazione ciò che accade in questa “storia” potendo, in parte, prendervi parte, senza particolari pregiudizi. E dunque apprezzare maggiormente ed accettare i contenuti od i suggerimenti che vi vengono sottesi..
Anzi, a volte, le situazioni “metaforiche” proprio per la loro “stranezza” appaiono ancora più “importanti”e dunque suggestive.

Ma non ci sono solo aspetti positivi. Ed è necessaria una riflessione critica sull’ uso, e sull’efficacia delle metafore e del linguaggio simbolico, che si utilizza nei racconti e nelle fiabe o nelle favole.

Ovvero la loro, più o meno facile “interpretazione” e dunque la loro “giusta” decodificazione che può variare da cultura e cultura e da un epoca ad un'altra.

In effetti questo della corretta “decodifica” è lo stesso problema che si riscontra con gli aspetti “meta verbali” della lingua parlata ma , negli aspetti simbolici, proprio per la loro “vaghezza” la difficoltà nel trasmettere e ricevere il reale e voluto significato, può essere maggiore e fuorviante ,sino a diventare incomprensibile od inutile ( o controproducente) .

Un problema del tutto marginale se si utilizzano fiabe, favole e racconti, con intenti e scopi principalmente ludici , ma che diventa un problema via via più “serio”, se si intende utilizzare questo tipo di comunicazione, per scopi più didattici , formativi o terapeutici.
Questo riporta ad un aspetto che qualifica ogni discorso ed ogni relazione e dunque anche le fiabe:

Perché vogliamo raccontare delle favole” o delle fiabe “ o delle metafore”?
Ed a chi sono rivolte?

E siamo davvero sicuri di stare usando, proprio una storia od un simbolo, congrui con i nostri intenti e adatto ai nostri interlocutori ?

Ecco, questo è davvero il punto di svolta.

In fondo le storie, più o meno metaforiche sono soltanto uno strumento,.

Uno strumento che può essere più o meno efficace, se ci permette di raggiungere meglio i nostri obiettivi. Se sappiamo, davvero, quali sono!

Banalmente , se usiamo gli “animali” come personaggi delle storie potremmo scoprire che, per gli occidentali, alcuni animali simboleggiano qualità o difetti diversi rispetto all’interpretazione delle culture orientali. ( vedi ad es il drago ) E viceversa.

Ma anche alcuni animali che, in un contesto specifico hanno un ben preciso significato, in altri contesti assumono un significato quasi antitetico. Lo squalo per esempio da “noi” rappresenta una persona pericolosa e senza scrupoli, in Polinesia è un animale sacro ed in Mongolia non sanno neppure cosa sia. Dire sei “furbo come una faina”, per molti nostri bambini nati in città non ha un significato immediato, Così, mentre essere: una “lumaca” vuol significare, essere lenti ,ma fare il “lumacone” non significa essere molto lenti ma, piuttosto, essere bavosi. E dire “sei un coniglio” può avere, almeno, due significati molto diversi tra loro.

E credo che questo del “coniglio” non possa essere un esempio chiaro ai più piccoli .
Ed anche la parola “favola” non si sottrae a questo destino. Cosa vi viene in mente se:

Un bambino dice : mamma stasera mi racconti una favola?.
Seeee…. il mio fidanzato è uno che le sa raccontare bene le favole!
Hai sentito di Gigi ? E’ la favola del paese!
Questa macchina va da “favola”.!

Non sembra neanche che stiamo parlando della stessa”cosa”.vero? Questo perche, la stessa parola, usata in contesti diversi produce significati diversi.

Dunque, come tutte le proposte, soggette ad “interpretazione” anche il linguaggio metaforico o simbolico ,ha una componente “soggettiva” e può risultare più o meno utile ,se usato impropriamente od in modo troppo ambiguo.

Ma anche l’ambiguità può avere un suo obiettivo: più il linguaggio è oscuro ed è interpretabile in molti modi diversi, maggiore è l’interesse a discuterne.
Con scarsi risultati “didattici” certo, ma con una enorme ricaduta di audience.( vedi tutti i talk show)

Ed anche questo potrebbe avere un suo senso.

Scusate se insisto su questi aspetti critici, ma, nel mio lavoro, di psicoterapeuta, l’uso delle metafore è importante. Ma è davvero importante se aiuta , davvero, le persone ad intuire come possono cambiare, per poter stare meglio ed affrontare con più sicurezza, le fatiche della vita.

In questo senso l’ uso corretto delle metafore diventa essenziale. Così come l’uso corretto del linguaggio e degli esempi a cui si fa riferimento.

E tutto questo non può prescindere da una conoscenza della cultura e della storia della persona, per poter offrire metafore e suggestioni, che possano essere correttamente interpretate, per scoprire nuove possibilità di ritrovare un migliore equilibrio personale. E relazionale.

Spero di aver stimolato la vostra curiosità

Venerdì 9 marzo 2018 alle 12:00:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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