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Ultimo aggiornamento ore 20.55 del 20 Maggio 2018

La cura incomincia dalle parole

Riflessioni sulla comunicazione psicoterapeuta-paziente

La cura incomincia dalle parole

- Le persone si rivolgono allo psicoterapeuta perché “stanno male”. Lo psicoterapeuta esiste per aiutare e “curare” le persone che “stanno male”.

Sembrerebbe l’incastro perfetto.

Ma le persone si rivolgono allo psicoterapeuta non solo perché stanno male. Le persone vanno dal psicoterapeuta per capire “cosa hanno” a volte per scoprire “perché” stanno male e soprattutto, per sapere come poter “guarire” o stare meglio

Lo psicoterapeuta, deve sapere molte cose, sulle persone, sulla società e sulle relazioni e per sapere come farle a “guarire”, deve studiare.

Studia per conoscere come “funzionano“ le persone, per sapere cosa può far “ammalare” e studia per sapere quali possono essere i rimedi migliori.

E lo studio avviene, per lo più, sui libri, dove le “persone” sono tutte uguali.

Libri scritti da altri psicoterapeuti che usano termini specifici, che fanno riferimento a teorie elaborate da altri psicologi. Parole che spesso solo loro possono capire e forse che non sempre riescono a capire se appartengono ad approcci diversi.

Allo stesso tempo, lo psicoterapeuta, deve anche riconoscere la singolarità delle persone che si rivolgono a lui.

Deve arrivare a conoscere la loro storia, il loro modo di pensare e di agire e solo dopo aver capito che “persona “ hanno davanti possono trovare la trovare "cura" più adatta ad ognuno di loro e fare in modo che siano convinte e sicure nel seguire le sue indicazioni.

Perche sono le “teorie” che devono “servire” alle persone e non le persone che devono essere “asservite” alle “teorie”.
Sono le persone quelle che stanno male, che soffrono e vanno aiutate.

Primariamente è una sofferenza fisica, ma la sofferenza fisica riverbera sullo stato emotivo che, inevitabilmente, si altera ed aumenta la sensazione di dolore.. .

Altre volte è il contrario ed è il malessere emotivo che si manifesta a livello fisico.

In entrambi i casi le persone “ammalate”, temono per la propria salute, per la propria vita e per le loro relazioni.

Hanno dunque “paura” e la paura altera le loro capacità di capire e di agire.
Non sono sempre sicure di riuscire a “guarire” ed hanno bisogno di avere “fiducia” nel proprio psicoterapeuta e nelle sue “cure”.

Ma ogni persona ha le “sue” esperienze i suoi ricordi e le diverse situazioni vissute o apprese possono influenzare, non solo il loro giudizio, ma anche il loro sentimento e la loro capacità di reagire adeguatamente, di seguire le indicazioni ed in ultima analisi, di sapersi prendere cura di sé.

E soprattutto hanno parole diverse per esprimersi. Le persone fanno riferimento alle loro esperienze e conoscenze più o meno valide o corrette, ma che fanno parte di loro.
E poco sanno o gli importa della precisione o della reale validità delle tante, a volte troppe, “ teorie”.

Lo psicoterapeuta ed il paziente sono, quindi, due mondi che affrontano lo stesso problema.
Stanno affrontando la stessa “cosa”, che, a volte, viene chiamata “malattia” ma ch,e sempr, viene vissuta con un profondo disagio e con una forte sensazione di dolore.

Si la “stessa cosa”, Ma partendo da due direzioni diverse.

Hanno storie personali, studi, formazioni, ruoli , limiti e punti di vista, molto lontani tra loro. Una distanza che spesso, porta a linguaggi, riferimenti ed aspettative molto diverse. Distanza che, di per sé, già potrebbe essere un ulteriore problema.

E così lo psicoterapeuta deve modificare il suo approccio per renderlo il più adatto possibile a quella specifica, reale, persona e renderlo comprensibile per il suo “mondo” interiore.

Poi, ad un certo punto, accade che questi due mondi si incontrano.
Lo psicoterapeuta ed il paziente si trovano, uno di fronte all’ altro e si parlano.

Ed è in questi momenti che i due mondi, quello del malessere e quello della cura, devono trovare il modo di parlarsi e soprattutto, di capirsi.

Ecco, si può dire che la “ vera cura” inizia da qui.

Parlarsi, capirsi, fidarsi.

Buon viaggio.

Sabato 28 aprile 2018 alle 10:30:03
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