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Ultimo aggiornamento ore 20.00 del 25 Aprile 2018

Le meraviglie della Psicologia

Le meraviglie della Psicologia

- Buongiorno,
Mi chiamo Marco Emilio Ventura e sono uno Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach

Con questo primo articolo, vorrei introdurvi alle meraviglie della Psicologia, materia molto citata, in cui tanti si credono esperti, ma che, in effetti, per molti è ancora un pianeta sconosciuto. Per cui, permettetemi, di presentarvi, inizialmente, cos’è la Psicologia e quanto può essere utile, se usata bene, per migliorare la qualità della Vostra vita personale e delle Vostre relazioni con gli Altri.

In breve, per “psicologia” si intende lo “studio delle strategie della mente che guidano i nostri comportamenti”

E detto così, sembra abbastanza semplice. Dunque dove sta l’ “’avventura” ?

L’ avventura sta nell’ addentrarsi in questa “dimensione” decisamente umana, ma estremamente complessa ed in gran parte sconosciuta, che è la nostra “ mente”.

La “psicologia” come materia a se, è una disciplina “giovane”, nasce nella seconda metà dell’ 1800 ed a partire dalle prime intuizioni, grazie anche alle evoluzioni del sapere scientifico del 900, ha avuto, nel volgere quasi duecento anni, un notevole e sostanziale sviluppo.

Sviluppo che ha portato alla nascita di diverse “scuole di psicologia“, che fanno riferimento a diverse teorie ed a diversi modi per indagare, riconoscere e spiegare quella galassia sconosciuta che è la mente umana. La vastità della galassia “mente” ha fatto si che si siano sviluppate molte teorie psicologiche che sono scaturite da “punti di vista” anche molto distanti tra loro, che hanno prodotto, insieme alla crescita della conoscenza, anche ad una notevole confusione.

Parlando dello studio delle strategie della ”mente” diventa inevitabile definire che cosa intendiamo per :“mente” ovvero: quella parte del nostro cervello che elabora pensieri, strategie, ipotesi e ragionamenti ed infine guida i nostri comportamenti.

A complicare ulteriormente le cose, non è possibile separare la “mente” ed il “modo di pensare” , ovvero, la capacità di elaborare progetti e prevedere i comportamenti più adatti per scenari futuri, dagli aspetti “corporei” ed alle condizioni che regolano la fisiologia di base degl’esseri umani. E dalla importanza delle “emozioni”.

La psicologia dunque, accanto allo studio del ragionamento e del comportamento, si è via via arricchita, integrando, allo studio dei meccanismi del pensiero, anche i meccanismi della percezione, della memoria, dell’ apprendimento ed anche della dinamica delle emozioni ed infine allo studio delle modalità di interconnessione che pensieri ed emozioni hanno, con gli aspetti fisici, fisiologici ed istintuali.

Attualmente possiamo dire che la Psicologia si occupa dello studio delle strategie di pensiero che le persone elaborano nelle loro diverse condizioni inconsce, cognitive , emotive e fisiologiche. E di come queste “strategie” vengono messe in atto e si dimostrano più o meno adeguate ad affrontare il più efficacemente ed ad attivamente, le situazioni della vita.

Questa è la porta di ingresso in quel “territorio sconosciuto” che è la mente umana..
Perché, con questa premessa, è inevitabile rendersi conto come le reazioni mentali, per affrontare in maniera adattiva la vita, si intrecciano e si aggrovigliano e cambiano, più o meno rapidamente e consapevolmente, a seconda delle condizioni “di vita” che si percepiscono. E dato che “non esistono fatti ma solo interpretazioni”. (cit.) Ci sarebbe da indagare quali sono i meccanismi della percezione e dell’elaborazione che ci portano a d interpretare i “fatti”.

in parole povere, l’avVentura della psicologia consiste nel cercare di individuare come si creano i pensieri e come questi influenzano le decisioni ed il modo di agire delle persone, e viceversa.

E dunque bisogna entrare, da esploratori, in un territorio sconosciuto e mutevole, che si forma dalla interazione di molti altri aspetti non sempre facili da identificare completamente.
E come in tutte le imprese ardite, non ci si può improvvisare, ma è necessario essere, davvero, dei “bravi” esploratori.

Infatti il “risultato” delle nostre azioni e delle nostre relazioni dipendono , come minimo, dall’intreccio tra: Conoscenze ( più o meno esatte ) e sviluppo cognitivo. Idee pseudologiche. Educazione e schemi di pensiero e di comportamento. Componenti “inconscie”. Emozioni . E dallo stato “fisico”. a partire dalla sensibilità percettiva.
sino alle posture.

E’ esperienza comune constatare, come ci comportiamo diversamente, a seconda che siamo calmi e sicuri ,oppure arrabbiati o spaventati, o sotto pressione. Cosi come le nostre valutazioni cambiano , a seconda che amiamo una persona o la odiamo o ne abbiamo paura.

Cosi lo studio della Psicologia evidenzia come, molte delle strategie comportamentali che mettiamo in atto, non sono sempre “controllate” dalla coscienza delle persone, ma molto spesso vengono messe in atto utilizzando degli schemi “automatici ed inconsapevoli” ( che spesso vengono definiti, a torto, istintivi) che non sempre si rivelano utili.

Ci sono diversi livelli di comportamenti “inconsapevoli”
Alcuni sono reazioni “semplici”
( se, per vacanza, vi trovate a guidare in Inghilterra, starete molto attenti a guidare a sinistra. Ma, in caso di una manovra imprevista, è molto probabile che vi verrà da girare il volante “istintivamente” a destra e credo che siamo tutti d’accordo che non esiste, in genetica o in natura, un “istinto” a girare il volante, a destra)

Ma, a questo punto è evidente che, quello della guida, è un comportamento “imparato” e la reazione , in emergenza, è un riflesso “condizionato”.( di cui parleremo più dettagliatamente in seguito)

Mentre invece è davvero un riflesso “incondizionato” ovvero “istintivo”, quello che ci fa “portare le braccia in avanti.” quando ci capita di cadere. Ovvio direte; è normale!.

Si, certo, è normale, ma non sempre è cosi “ovvio”, o meglio, non sempre i riflessi “istintivi” sono anche “giusti”..

Se, per caso, qualcuno ha esperienze di sci o di andare sui pattini ,avrà sperimentato come , in caso di disequilibrio, quasi tutti tendono a “tirarsi indietro” .
E quasi tutti cadono rovinosamente! Questo perché, sugli sci e sui pattini, l’equilibrio lo si trova spostando il peso in avanti.

Ma sci e pattini sono “scoperte” decisamente recenti rispetto all’architettura del nostro sistema nervoso.

Ma vi sono schemi ancora più complessi dei semplici “riflessi”.

Come già detto, le nostre capacita di ragionare vengono influenzate, dal nostro stato emotivo. Dunque: il modo di pensare e di reagire cambia a seconda che siamo rilassati, sereni, arrabbiati, spaventati, ansiosi, terrorizzati o angosciati.
Ed a volte “sbagliamo”.

Quando siamo felici siamo portati a fare pensieri e previsioni più ottimistiche. Quando siamo delusi siamo portati a fare previsioni a di portata temporale ridotta. Quando siamo arrabbiati tendiamo ad agire senza pensare alle conseguenze . Quando abbiamo paura tendiamo a scappare o a rimanere immobilizzati. Quando siamo depressi tendiamo a fare previsioni negative.

Inoltre il nostro stato emotivo risente non solo dalle stimolazioni che provengono dall’esterno ma anche del nostro stato fisico: “interno”

Quando siamo riposati pensiamo di poter fare molte cose.
Quando siamo vigili siamo più attenti a cogliere le opportunità.
Quando siamo assonnati siamo più lenti a reagire.
Quando siamo stanchi facciamo progetti molto ristretti.

Dunque, a seconda del livello energetico del nostro corpo, i nostri pensieri cambiano, le nostre percezioni cambiano e le nostre previsioni o la nostra capacita di “progettare” cambia.

E la nostra “stanchezza” non è relativa solo alla fatica fisica ma anche al nostro livello di “stress” ed al nostro metabolismo che , nel corso della giornata, passa attraverso fasi di più alta o bassa, riserva energetica. Ad esempio , dopo mangiato siamo più torpidi , proprio perché la digestione assorbe energie cosi come ci sentiamo “stanchi” quando siamo in fase ipoglicemica.

Inoltre, quando ci “sentiamo male” il nostro modo di pensare cambia e siamo più attenti ai segnali che ci provengono dall’interno del nostro corpo e meno dagli input che ci provengono dall’esterno.

Cosi come, se siamo “assorti in un pensiero” a volte ci “stacchiamo” momentaneamente dalla realtà che ci circonda.
Dunque non sempre le risposte ed i comportamenti “istintivi” sono i più adatti. Sia che essi siano più o meno “imparati” o “condizionati” o invece, assolutamente, naturali.

E come in tutte le avVenture l’esploratore si trova a dover risolvere un quesito criptico:
“Noi siamo sempre “noi”, ma dentro di noi ci sono molti modi diversi di essere “noi” dunque chi siamo davvero “noi ‘”

Sembra un cortocircuito , ma se volete la versione più semplice : noi usciamo sempre vestiti ma abbiamo un armadio diverso a seconda delle stagioni, del tempo, dell’attività che andiamo a svolgere. Qual è il nostro “vero” vestito? La risposta è “ tutto l’armadio” ! L’importante è saper scegliere il vestito giusto a seconda delle diverse occasioni.

Tutto questo per sottolineare come le nostre capacità di pensare e di agire , per nella quotidianità, non sono sempre le stesse.
Ed , a volte, senza conoscere il nostro “libretto di istruzioni” è facile usare male le nostre risorse. Questo vale in molte attività, non ultimo: nel parlare agl’altri.

Ecco, un'altra avVentura sono le “relazioni”. Perché, se capire il funzionamento psicologico di “una “ persona è già un impresa, quanto può essere difficile capire qual è il modo migliore per avere buone interazioni tra due persone o in un gruppo di persone?

Contando che ognuno “vede” le cose solo dal proprio punto di vista, giusto o sbagliato che sia e non tiene conto che gli altri vedono le cose dal “loro” punto di vista. Tutti e due “giusti” ma allo stesso tempo “diversi”.

Pensate sia un’ esplorazione “facile”? Guardatevi intorno e provate a chiedervi se riuscite veramente a “capire” gli altri o se riuscite davvero a “farvi capire”. E se riuscite, sempre ad ottenere i risultati che vi aspettavate, con il vostro comportamento o con la vostra “comunicazione”.

Ed a proposito, di comunicazione, Vi chiedo perdono per questo inizio, che può sembrare un po’ troppo pedante, ma spero di essere riuscito a darvi un idea del punto di partenza.

Infatti, dopo questa premess, a i prossimi passi saranno quelli di avVenturarsi nel modo in cui la “psicologia” non solo “spiega”, ma soprattutto, che strumenti ha per aiutarci a migliorare il come ci “sentiamo” ed il come ci “comportiamo”, nei diversi ambiti della nostra vita, che non sono pochi

Infatti un corretto approccio psicologico, aiuta a saper scegliere il “vestito giusto da indossare” che rivelarsi la carta vincenteper affrontare con successo le diverse situazioni che incontriamo nella nostra vita. Ad esempio nello sport o nel lavoro, sicuramente nelle relazioni con gli altri ( sesso compreso) o con i figli e non ultimo, anche per il nostro equilibrio interno,

Ecco, questo spazio sarà dedicato ad avVenturarci in questo territorio tra i più complessi del pianete per scoprire come si possono evitare le “trappole” che ci impediscono di “sentirci” meglio e trovare i giusti passaggi per riuscire ad avere migliori risultati con noi stessi e con gli altri. .

Buona avVentura

Mercoledì 20 dicembre 2017 alle 12:00:06
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