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Ultimo aggiornamento ore 21.05 del 24 Maggio 2018

Strizzacervelli

Strizzacervelli

- Buon Giorno. Passeggiando in piazza Colombo ho notato, su di una bancarella, un “vecchio” libro di A. Lowen. Il titolo era irresistibile: “IL PIACERE”. Infatti, l’ho comprato subito. Appena l’ho avuto tra le mani, ho sentito la necessità, impellente di leggerlo. Apro, a caso, e mi è cade l’occhio su di una definizione che, a pensarci bene, vale quasi più di tutto il resto del libro.. Che, appunto, risente dell’età.

Ma proprio dal tempo passato, è riemersa la parola “Strizzacervelli” .Già, perché mai gli Psicoterapeuti sono , o venivano chiamati, degli “Strizzacervelli”? Una delle ipotesi che avanza Lowen, è che, compito dello Psicoterapeut, è proprio quello di “distillare” l’enormità di pensieri, idee emozioni, paure ed aspirazioni, che caoticamente frullano nella testa delle persone e che spesso sono antitetiche tra loro o che possono esistere a livello teorico ed idealista ma non a livello pratico..

Dunque “ strizzare” l’immenso e caotico contenuto della mente , per ricavarne un pensiero positivo, depurato dalle mille ipotesi impraticabili, che possa essere efficacemente, di guida nel vivere, il più serenamente possibile la propria vita. Bello!

Questa riflessione mi ha fatto venire in mente che esistono altre situazioni in cui è utile, se non necessario avere una importante fase di sintesi che “riduca” l’enormità di inutili pensieri.

Ad esempio, dell’ oramai stra-citato ( ed altrettanto stra-sconosciuto ) Problem Solving, si enfatizza il famigerato” Brain Storming “ ( tempesta di cervelli ) come se fosse l’elisir magico che risolve tutti i problemi. Dimenticando che, nella fase, estremamente “creativa” della “tempesta” si producono, davvero, molte idee, proposte e spunti interessanti che, nella maggior parte, sono destinati ad essere assolutamente inutili. Infatti, alla fine, delle mille cose che sono state dette, solo “una” verrà effettivamente scelta ed attuata, grazie alla fase del “Decision Making “.

Questo, se volete è il passaggio in cui si “strizzano” tutte le infinite proposte e si condensano in una unica scelta.. Ovviamente ci vuole una certa capacità anche nello saper “strizzare”. Attività delicata e non certo né facile né semplice. Una mansione che può fare solo chi non è stato parte attiva anche nella fase della “tempesta”.

Non notate una certa somiglianza? Le persone hanno “nella testa” molte informazioni, spesso anche troppe, così tante che ne vengono travolte ed hanno bisogno di qualcuno che strizzi il loro cervello per farne uscire solo “il meglio”

Ed i gruppi di lavoro, per essere davvero funzionali, hanno bisogno di una figura esterna che li aiuti a sintetizzare (strizzare?) le interazioni tra le loro ipotesi ( più o meno fantasiose) per trovare un'unica soluzione che soddisfi tutti.
Questa figura dello “strizzacervelli” dunque, non è poi così banale, perché, se manca, c’ è il pericolo di cadere in un sorta di blocco da “overfload” o “inondazione” di informazioni.
Quindi cosa succede se non c’è? .

Ecco, questo è quello che sta accadendo , ai giorni nostri, con l’ aumento , indiscriminato di informazioni di tutti i tipi, che ci giungono attraverso innumerevoli canali di “informazione” che essendo appunto molteplici e tutti molto diversi tra loro e non essendoci una “figura” che le “strizzi” danno, come risultato, una sorta di “dis-informazione”.

Col risultato che , invece che aiutare le persone a consolidare il loro sapere e la loro sicurezza, aumentano, nelle stesse persone, il fenomeno dell’ Ansia Generalizzata.

Ansia Generalizzata? L’ ansia è quella brutta sensazione, di essere di fronte a dei problemi o a delle situazioni, potenzialmente pericolose, senza sentirci di essere in grado di affrontarle e risolvere. In altre parole è un segnale di “allerta” .

Di consuetudine, l’ansia compare quando dobbiamo affrontare qualcosa di preciso su cui non siamo del tutto sicuri o preparati, tipo un esame, oppure quando siamo preoccupati per le sorti di qualcuno a cui teniamo che si trova in una situazione, potenzialmente, difficile o semplicemente inusuale.

L’ansia generalizzata, invece, è uno stato di allarme che non ha un obiettivo specifico, ma diventa uno “stato permanente”, in seguito all’accumulo di molte stimolazioni, anche diverse tra loro, che per reazione, ci consumano e ci rendono particolarmente fragili.

In altre parole viviamo con la sensazione di essere perennemente in una situazione di pericolo. E di conseguenza, non riuscendo più a capire cosa e se c’è, davvero, un pericolo diventiamo reattivi a qualsiasi nonnulla.

E questa reazione , incontrollata, come minimo risulta inappropriata e di sicuro, ci “stanca”, rendendoci ancora più vulnerabili. E la sensazione di vulnerabilità aumenta la nostra sensazione di essere in pericolo.

Senza neppure sapere di che pericolo stiamo parlando.

E’ evidente che, attualmente, abbiamo notizie catastrofiche da molteplici fonti, che ci “presentano” molti disastri in tutto il monto. Notizie (più o meno vere) che si ripetono più e più volte nello stesso giorno, amplificando così, la sensazione di vivere in un mondo molto più “pericoloso” della nostra capacità di saper fare fronte ai vari problemi.

Con due risultati. o rifiutare del tutto l’ idea che ci siano, davvero, dei pericoli o, al contrario, di sentirsi impotenti a risolvere anche i problemi più semplici .

A questo punto mi sorge un’ ulteriore domanda: Avere giornali e programmi tv che presentano, quotidianamente, più volte al giorno, dibattiti, proposte, smentite e diverbi tra “politici” e fantomatici “esperti di politica” è davvero utile per la nostra democrazia o piuttosto non alza semplicemente l’ ansia generalizzata sulle nostre sorti, generando confusione o disaffezione, alla politica stessa?

Lascio a Voi le conclusioni. Da parte mia posso solo dire che, in ogni caso, più informazioni discordanti, più stimoli antitetici, più ipotesi e più possibilità si ipotizzano, più cresce la confusione e più aumenta l’ansia .

E per potersi orizzontare in questo “eccesso” di stimoli, ci vorrebbe una saggezza da “strizzacervelli” che sfrondasse tutta questa confusione, riportandoci ad una situazione più serena e sicura.

Anche se, alla fine, la parola “strizza” non piace a nessuno.

Saluti a tutti Voi

Venerdì 9 febbraio 2018 alle 10:00:14
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