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I nuovi crociati

I nuovi crociati

- La caccia alla moschea bianca era cominciata sotto i migliori auspici, con la campagna del valoroso consigliere leghista che era riuscito, dopo mille peripezie, a far rimuovere la moschea che un incauto prete di Oregina aveva osato mettere in un Presepe (dicembre 2008). Erano i tempi in cui le ragioni invocate dai fieri oppositori alla costruzione della Moschea del Lagaccio erano ancora ponderate e realistiche. Me lo ricordo bene. Per esempio si parlava di traffico: “Moschea Est gravis problema vehiculorum”. Oppure di estetica: “Moschea provocat magnum damnum ad oculos quod minaretus est magis deformis quam campanilis”. Oppure di terrorismo: “In moscheis, arabi non orant sed res seditiosas faciunt”. Oppure di igiene: “Moscheae putent de pedibus”. Erano i tempi in cui il razzismo era ancora un valore sano e robusto. Erano tempi in cui il bigottismo era ancora una qualità creativa.

Ora però qualcosa è cambiato. Non so cosa sia successo, ma i nostri brancaleoncini hanno cominciato a farneticare.
Qualche esempio. Io non lo so se sono tanto normali le dichiarazioni del Presidente del Municipio I Centro-Est Aldo Siri: “si edificata erit, qualcunus faciet in ariam saltare”. (Traduzione: “se verrà costruita, qualcuno la farà saltare in aria”, Il Secolo XIX, 3 dicembre 2009).)
Io non lo so se è tanto normale che il segretario provinciale della Lega Nord Rixi dichiari di non condividere i toni di Siri ma poi dica che “periculum de bello civili in zona Lagacci est verum” (Trad.: “il rischio guerra civile nel quartiere del Lagaccio è purtroppo reale”). O ancora: “ Clima in zona Lagacci explosivum est” (“la Lega è conscia dell'atmosfera esplosiva che esiste nel quartiere”, Città di Genova, 7 dicembre 2009).

Trovo invece normalissimo ed esemplare il comportamento di un ingiustamente anonimo crociato leghista. Qualche settimana fa l’anonimo militante leghista si trovava a difendere il crocifisso in Piazza De Ferrari, dalle parti di un banchetto allestito nell’ambito della campagna “giù le mani dal crocifisso”. Avvicinato e provocato da un anonimo cittadino che voleva mettere le mani sul crocifisso, l’anonimo militante leghista si è inviperito. Da qui è cominciato un litigio furibondo. Nel litigio furibondo sono volate parole grosse, tra cui una serie di bestemmie che sono sfuggite all’anonimo militante leghista difensore del crocifisso (Ansa, 27 novembre 2009).
Le vere ragioni di queste bestemmie non sono ancora state chiarite. Sospetto però che dipendano dalle parole dell’anonimo passante provocatore che ha rivelato una triste verità al bestemmiatore difensore di crocifissi. Le ho sentite mentre passavo di lì. Eccole: “Guardi che il tizio messo in croce non è Odino. E non è neppure il Dio Po”. Bisogna capirlo, gli è crollato il mondo addosso, all’anonimo militante leghista, bisogna capirlo, è chiaro che qualche bestemmiuccia ti può scappare, se ti crolla il mondo addosso.


Domenica 13 dicembre 2009 alle 17:45:22
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