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Ultimo aggiornamento ore 00.08 del 24 Aprile 2018

Notte Bianca.

Notte Bianca.

- Ci risiamo. Recidiva come una Pasqua e improcrastinabile come un Capodanno, sta per calare su Genova l’ennesima notte bianca (la terza, se non sbaglio). Lo dico subito. Non ho niente contro le notti bianche. Anzi, sono pienamente consapevole dell’ampia portata culturale ed educativa che l’apertura notturna dei musei può offrire all’uomo della strada. Sono conscio del fatto che sia un bene che la musica e le arti possano finalmente assurgere al ruolo di protagoniste della vita cittadina, richiamando a sé grandi folle festanti. Sono ben convinto degli effetti rinvigorenti, per l’economia cittadina, di una vetrina in grado di offrire un riparo anche nel cuore della notte. Sono grato a chi mi concede il brivido di scoprire la mattina di aver comprato alle tre della notte precedente, in preda ai fumi dell’alcool, un paio di scarpe da duecentonovantanove euro.
Dirò di più: non posso che essere orgoglioso e fiero al pensiero che, almeno per ora, l’aggettivo “bianca” di notte bianca non abbia assunto nessun tipo di connotazione razziale. E non posso non dirmi felice che alla notte bianca non sia ancora saltato in mente di diventare “verde” in onore delle sue presunte origini celtiche. È una gran bella conquista, coi tempi che corrono.

Eppure, stento un po’ a farmi cullare dai venti dell’entusiasmo. Forse è soltanto perché la notte bianca rappresenta una tipologia di festa urbana relativamente nuova e, semplicemente, non mi sono ancora abituato. Ammetto a questo proposito che ho avuto e continuo ad avere serissime difficoltà a non discriminare la festa di Halloween. Forse mi rende sospettoso il fatto che la notte bianca, nata nel 2002 a Parigi, sia stata introdotta in Italia (Roma, 2003), dallo stesso uomo politico che passerà di diritto alla storia per aver utilizzato per primo lo slogan vincente di Obama (“yes we can”), trasformandolo, con un impercettibile seppur decisivo scarto linguistico, nel perentorio emblema verbale di una cronica débacle politico-culturale (“si può fare”). O forse m’impressiona troppo la velocità con cui la notte bianca è diventata una tradizione e si è diffusa a macchia d’olio, in Italia e in Europa: non c’è cittadina, anche minuscola, che non aspiri ad esibire al mondo, come tagliando di aggiornata e moderna vitalità esistenziale, la sua personale nottebianca; non importa se fotocopiata dalle altre, se vuota di significati culturali, se concettualmente avulsa dalla realtà territoriale.

Forse, a pensarci bene, mi scompagina un po’ l’idea di non riuscire a capire appieno, o per niente, le logiche e i significati di questo “evento”. Ecco. Avrei bisogno di capire perché viene organizzato ormai così implacabilmente. Vorrei capire meglio che cosa spinge questo cerimoniale di apoteosi paradionisiaca del divertimento obbligatorio e indiscriminato - e dello shopping più oltranzista - a nascondersi dietro una facciata culturale.
Forse, a ripensarci bene, mi rende malizioso il fatto che la notte bianca può banalmente costituire uno sfogo di copertura delle magagne cittadine, architettato dalle amministrazioni comunali in debito di ossigeno mediatico. Oppure, semplicemente, mi snerva l’idea di cultura intesa come evento una tantum, l’idea di una politica culturale concepita tremontianamente a colpi di condoni estemporanei sulle sue misere ristrettezze quotidiane. O, ancora, mi suscita un sentimento quasi pietoso - lo stesso malinconico sgomento che mi provocano i fuochi d’artifizio, la stessa contrita allegria che mi procura uno spettacolo di clowns - l’idea che attraverso la creazione di un evento posticcio e scoppiettante, una città tramortita tenti di tener gli occhi aperti a tutti i costi, e di farsi vedere viva. Mi fa tenerezza l’impressione di una città anzianotta che vuole farsi vedere giovane, puntando su un presunto effetto “lifting” che la notte bianca può sprigionare: e lo fa rivolgendosi ad una clinica catodica di gelatinosi sogni adolescenziali, come MTV, in questo caso.
Biancanotte a tutti.

Lunedì 7 settembre 2009 alle 15:00:20
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