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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 23 Aprile 2018

Alluvione/ Lettera aperta di Edoardo Rixi a Marta Vincenzi

Alluvione/ Lettera aperta di Edoardo Rixi a Marta Vincenzi

Genova - Cara Sindaco

in questi giorni non una mia dichiarazione è andata contro di Te, nessuno sciacallaggio mediatico sebbene abbia sempre contestato la tua scarsa capacità di governo della città. Ritenevo che la precedenza andasse data agli alluvionati e non ad un dibattito politico spesso sterile ed inconcludente.

Ma dopo ciò che è accaduto ieri in Comune mi sento in dovere di esprimere liberamente il mio pensiero. In tutta onestà mi sarei aspettato da parte Tua uno scatto di orgoglio e senso di responsabilità. Hai dato invece un ben triste spettacolo.

Come un dittatore che ha paura del suo popolo hai fatto occupare le tribune di Tursi da una “claque” di parenti ed amici per timore che la rabbia della tua città facesse ingresso a Palazzo.

Sarà perché ho una visione più mitteleuropea che mediterranea ma credo che a volte la dimissioni siano un segnale più forte e fiero che non la difesa ad oltranza di una poltrona ormai logora.

Ieri avresti dovuto annunciare le tue dimissioni. Non perché ciò che è successo sia da ascrivere totalmente alla responsabilità del primo cittadino, ma perché, a volte, se si ama la propria città, bisogna dare il buon esempio.

Ed invece no, nella più tradizionale vocazione bizantina, la poltrona anche se scomoda, piace e molto. Così improvvisamente dopo una tragedia come quella che abbiamo vissuto, all’esempio positivo dei giovani “angeli del fango” fa da contraltare il buonismo cinico di una classe politica che non vuole far dimettere il Sindaco, non certo per sentimenti di umana pietà, ma per bieca convenienza.

Cinismo al quale, Sindaco, ti sei prestata diventandone, tuo malgrado, il simbolo. Se Tu avessi fatto un passo indietro, avresti potuto parlare ed essere creduta, magari denunciando quella parte della nostra classe politica che ha avuto responsabilità oggettive nel disastro.

Invece ad una settimana di distanza dai tragici eventi del 4 novembre, mentre Genova si lecca ancora le ferite, come amministrazione comunale avete deciso di andare avanti incuranti di ciò che vi sta intorno o meglio interessati solo ad inventarvi nuovi tortuosi percorsi per conservare voti ed un minimo di credibilità.

E’ mai possibile che in trent’anni di cementificazioni e di devastazioni del nostro territorio dopo innumerevoli alluvioni, ancora una volta, nessuno a Genova paghi?

Inutile il Tuo attacco a media e tecnici. Nessuno dice che la cementificazione o i mancati interventi sui rivi siano solo colpa dell’attuale amministrazione e sicuramente bisognerà indagare sulle competenze di Provincia e Regione. Ma ciò che mi ha colpito è stato l’atteggiamento Tuo e della Tua Giunta. L’atteggiamento di arroganza mediatica in cui vi siete trincerati. L’arroganza tipica di chi non vuole mettere in discussione se o la propria parte politica neppure dopo una tragedia. Questo è inaccettabile da parte di qualsiasi primo cittadino di una città europea.

Ieri avevi la tua occasione di riscatto, quella non di farti sfiduciare, ma di dar segno di grande senso di umiltà e responsabilità porgendo alla tua città le dimissioni.

Mi chiedo quindi se i Genovesi non meritino di avere qualche angelo, oltre che nel fango, anche fra i banchi di Palazzo Tursi.

Edoardo Rixi
Capogruppo in Regione Lega Nord Liguria

Venerdì 11 novembre 2011 alle 13:45:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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