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Ultimo aggiornamento ore 21.15 del 26 Aprile 2018

Casinò a Pegli, assessore Fiorini scrive ai cittadini: "Gioco d'azzardo è una piaga sociale"

Casinò a Pegli, assessore Fiorini scrive ai cittadini: `Gioco d´azzardo è una piaga sociale`

Genova - Dopo la manifestazione di oggi contro l’apertura di una nuova sala da gioco a Pegli, l’assessore alla legalità e ai diritti Elena Fiorini ha scritto una lettera aperta alla città per spiegare meglio la posizione del Comune.

Care cittadine, cari cittadini,
colgo l’occasione della vostra iniziativa per ribadire la sensibilità e l’impegno dell’Amministrazione comunale sulla grave questione che vi ha indotto a manifestare.
Vi ringrazio per l’impegno civile che esprimete. Non si tratta, infatti, soltanto di opporsi all’inaugurazione di una singola casa da gioco, né tanto meno al rumore pubblicitario che l’accompagnava, ma al dilagare di questo genere di locali che, estendendo il gioco d’azzardo, costituiscono ormai una vera piaga sociale.
Il fatto che nei nostri quartieri si moltiplichino le sale da gioco, mentre molte attività commerciali utilissime al tessuto sociale soffrono o addirittura chiudono, rappresenta un serio e giustificato motivo di allarme. Sta aumentano il numero delle persone rovinate dal gioco o vittime di ludopatia mentre si rompono legami essenziali per la comunità locale.
Come avete certamente appreso dalla stampa, il Comune, dopo aver verificato il mancato rispetto delle norme comunali e regionali da parte della società gestrice Toys Italia srl, titolare della sala di via Ronchi, le ha notificato il divieto di attività.
Assicuriamo che analoghe puntuali verifiche saranno compiute su ogni altra richiesta per locali dello stesso tipo. La vicenda di Pegli sta assumendo, con la vostra manifestazione, un valore emblematico di un problema che investe l’intera città.
Il Comune pretenderà da tutti il rispetto rigoroso dei propri regolamenti urbani e della legge regionale, che è vigente soltanto dallo scorso anno e non interviene sulle situazioni già in atto. Stiamo peraltro adeguando le normative comunali per renderle più incisive.
È però onesto e indispensabile riconoscere che i poteri di intervento dei Comuni per contrastare il fenomeno delle case da gioco sono limitatissimi e in alcuni casi rischiano di produrre effetti solo temporanei. Il rilascio delle licenze spetta infatti al Questore il quale a sua volta può solo verificare la mancanza di condanne penali e che il locale abbia caratteristiche di superficie minima e di sorvegliabilità. Nei confronti delle sale da gioco la legge nazionale risulta molto permissiva, mentre la Corte Costituzionale ha riconosciuto ai Comuni solo una competenza regolamentare residuale.
Proprio per questo, per contrastare davvero la diffusione delle sale da gioco, è urgente una nuova legge nazionale che attribuisca nuovi poteri di intervento alle istituzioni dello Stato e ai Comuni.
Rivolgiamo un pressante appello al nuovo Parlamento perché adegui la legislazione in materia. Ci batteremo in ogni sede per ottenere questo risultato. E’ una battaglia di civiltà, di grande valore culturale e sociale.

Venerdì 1 marzo 2013 alle 21:45:02
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