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Ultimo aggiornamento ore 09.00 del 22 Luglio 2018

Mai su allarme cinghiali: «Attiva la difesa del fondo agricolo con l'utilizzo di armi da caccia»

Mai su allarme cinghiali: «Attiva la difesa del fondo agricolo con l´utilizzo di armi da caccia»

Liguria - «Regione Liguria ha approvato nel 2016 la normativa sulla difesa del fondo, che consente già agli agricoltori professionisti, titolari di azienda agricola e possessori di porto d'armi da caccia, la possibilità di abbattere gli ungulati nei loro appezzamenti, dopo averne dato comunicazione e dopo la verifica del corpo di vigilanza regionale. Una normativa che peraltro è stata anche adottata successivamente da Regione Lombardia»: lo puntualizza l'assessore regionale all'Agricoltura Stefano Mai in merito alla richiesta di Coldiretti di utilizzare doppiette libere contro i cinghiali.

«Certamente – continua l'assessore Mai – è necessario evidenziare che il problema cinghiali è ancora più pressante dopo l'impugnativa del governo della legge regionale che avrebbe permesso ad alcuni cacciatori, con appositi corsi di formazione, di coadiuvare la vigilanza regionale nelle battute di contenimento. A seguito di questo, abbiamo approvato la nuova norma per poterci avvalere di queste figure in affiancamento alla vigilanza regionale e avviare i corsi di formazione. Inoltre, abbiamo approvato altri provvedimenti come il foraggiamento dissuasivo e la caccia di selezione al cinghiale, che credo ci potranno aiutare a ridurre progressivamente il fenomeno. In realtà, attualmente, la problematica principale, che stiamo affrontando, è legata ai danni causati da altri ungulati, come caprioli e daini per cui esiste unicamente la caccia di selezione, che tuttavia è totalmente inadeguata per ridurne il sovrannumero. Inoltre, il daino, non essendo specie autoctona, dovrebbe essere eradicato. Questi animali sono in grado di saltare fino a tre metri di altezza, quindi non è pensabile, né fattibile, ipotizzare di costruire recinzioni di quella tipologia a salvaguardia delle produzioni aziendali. Cogliamo a ogni modo il grido di allarme di Coldiretti e proveremo quindi, anche attraverso le categorie agricole, a sensibilizzare il Mipaaf e Ispra per approvare metodi maggiormente incisivi».

Giovedì 14 giugno 2018 alle 13:30:41
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