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Ultimo aggiornamento ore 10.20 del 16 Luglio 2018

Polizia Postale e delle Comunicazioni, i dati del 2017

Polizia Postale e delle Comunicazioni, i dati del 2017

Liguria - «Nel corso del 2017 nell’ambito della pedopornografia online e dell'adescamento di minori online sono stati trattati 32 casi, operati 2 arresti e ricevute 41 denunce. Nell'ambito delle 39 perquisizioni operate sono stati sequestrati dispositivi digitali per un totale di oltre 50 mila GB di dati. Dalle complesse operazioni di prevenzione, è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha visto coinvolti ben 3329 siti internet, di cui 2 sequestrati ed inseriti in black list»: sono i dati delle attività del Compartimento Polizia Postale e delle
Comunicazioni per la Liguria.

Reati - «Un sensibile aumento, rispetto al 2016, è ravvisabile in materia di reati informatici contro la persona (ad es. diffamazione, cyberstalking, trattamento illecito di dati
personali, sostituzione di persona) per i quali sono state denunciate 79 persone, a fronte di 161 casi trattati e 216 spazi digitali visionati. Di evidente incremento è l’attività di contrasto alla minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), attestata dal rilevante aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che, rispetto al 2016, si è quasi quintuplicato sino a raggiungere 28522. La tempestiva condivisione dei c.d. “indicatori di compromissione” dei sistemi informatici con i fornitori di servizi pubblici essenziali ha consentito di rafforzare
gli strumenti volti alla protezione della sicurezza informatica, garantita anche da una costate attività di monitoraggio. In tale ambito, il Centro ha ulteriormente gestito monitoraggi della rete che hanno riguardato strutture sensibili di rilievo nazionale».

Hacker - «Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. Infatti lo scopo delle organizzazioni criminali è quello di intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende dirottando le somme verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) fraud o CEO (Chief Exeutive Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco denominata “man in the middle”. Nonostante la difficoltà operativa di bloccare e recuperare le somme frodate, soprattutto perché inviate verso paesi extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong), grazie alla versatilità della piattaforma OF2CEN (On
line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per l’analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore, nell’anno 2017, la Specialità ha potuto bloccare alla fonte bonifici già disposti - hanno aggiunto - La piattaforma in questione frutto di specifiche convenzioni intercorse mediante ABI con gran parte del mondo bancario, consente di intervenire in tempo quasi reale sulla segnalazione bloccando la somma prima che venga polverizzata in vari rivoli di prestanome. In particolare sono stati 743 i casi trattati in Liguria, per un ammontare di 970.629 euro, con 4 perquisizioni e altrettanti indagati, 933 controlli effettuati e 4.997 spazi virtuali visionati».

Sicurezza - «Nell’ultimo anno, la strategia mediatica messa in campo dalle organizzazioni terroristiche di matrice religiosa islamista ha indotto la Specialità a effettuare una costante attività di osservazione e analisi dei contenuti presenti in rete, coinvolgendo anche ulteriori strutture territoriali rispetto a quelle individuate nel 2016 al fine di individuare forme di proselitismo e segnali precoci di radicalizzazione - hanno proseguito - L’attività, funzionale a contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare più di 100 mila spazi web e alla rimozione di diversi contenuti, con deferimento all'Autorità Giudiziaria di 5 persone - hanno sottolineato - Con riferimento all’attività di monitoraggio del web per il contrasto al terrorismo di matrice islamica, giova evidenziare che gran parte dei contenuti illeciti pubblicati su internet vengono rimossi direttamente dai gestori delle principali piattaforme web i quali, grazie anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi istituzionali nell’ambito di progetti internazionali (es. EU Internet
Forum) ai quali ha preso parte anche questa Specialità, stanno garantendo un’azione più incisiva per ridurre la proiezione esterna e virtuale del Califfato».

Martedì 9 gennaio 2018 alle 11:55:27
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