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Ultimo aggiornamento ore 22.15 del 13 Novembre 2018

Scrivere una tesi di laurea: ascoltate i consigli di Umberto Eco

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Scrivere una tesi di laurea: ascoltate i consigli di Umberto Eco

Liguria - Sei uno studente universitario, hai da poco sostenuto uno degli ultimi esami del tuo corso di studi, ci sei quasi, dopo anni passati a sgobbare sui libri si può davvero dire che ce l’hai quasi fatta, quasi, appunto. Tra te e il sudato riconoscimento del tuo studio si frappone un ultimo scoglio da superare, un’ultima prova prima di essere dichiarato dottore: la tesi di laurea.

Tutti quello si sono laureati ci sono passati: quella sensazione strisciante di inadeguatezza rispetto al compito, le scadenze, le decisioni preliminari, poi quelle da concordare con il professore, il professore… l’uomo più importante nella vita del laureando, da inseguire con la bozza del testo stretta tra le mani nella speranza che abbia dato una letta al nuovo capitolo che gli hai inviato. Due cose sono sicure: quest’ultimo passo richiederà impegno e dedizione, un certo sforzo insomma, alcune cose non fileranno lisce come vorresti; niente di tutto ciò va affrontato con ansia o agitazione, con un approccio step by step anche quest’ultimo ostacolo sarà brillantemente superato.

Il primo consiglio per scrivere una tesi di laurea
In generale, la cosa migliore da consigliare ad un laureando è quella di leggere “Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco. Leggere, non studiare ed imparare, ma solo prendere questo testo come una sorta di lettura preliminare, diciamo preparatoria. Il libro è del 1977, le tesi non si sono evolute così tanto da allora, almeno dal punto di vista metodologico, quello che c’è in questo testo non è un vademecum per togliersi dall’imbarazzo di quale spaziatura o carattere usare, per quello basta scaricare un pdf qualsiasi dal web.

Ciò che Eco mette a disposizione qui è la sua estrema capacità di cogliere il punto essenziale di ciò che si vuole dire, spiegare in termini veloci e comprensibili concetti che possono sembrare astrusi, quello che ci spiega è dire le cose con chiarezza. Un doppio insegnamento che è sia nel contenuto del testo sia nella sua forma, Eco parla di chiarezza e ne fa esempio con l’utilizzo del suo stesso stile perfetto e coinciso. Per questo, “Come si fa una tesi di laurea” è prima di tutto uno spunto e uno stimolo, un modo per capire che la domanda giusta da porsi di fronte ad un periodo sintatticamente complesso è: “Eco approverebbe?”

Tesi di laurea: nozioni di base
Innanzitutto, c’è da specificare cosa sia una tesi di laurea nello specifico, la versione fornita da Eco è “un elaborato dattiloscritto di lunghezza media variabile tra le cento e le quattrocento cartelle in cui lo studente tratta un problema concernente l'indirizzo di studi in cui si vuole laureare”. Tutto corretto, anche se attualmente per le lauree triennali il minimo delle pagine è spesso inferiore alle cento unità, una tesi da 400 pagine è invece assolutamente prolissa.

Primo distinguo da fare è quello tra tesi compilativa e tesi sperimentale: la prima è un elaborato che approfondisce particolari aspetti di teorie appartenenti già ad altri; la sperimentale, invece, intraprende una via nuova spesso basata su argomentazioni ed esperienze personali. La tesi sperimentale richiede tendenzialmente più tempo e sforzo, ma è politica di alcuni atenei premiare questo genere di testi con un punteggio maggiorato.

Occhio alle tempistiche
Una delle cose di cui avere sempre accortezza nei mesi della stesura sono le tempistiche da rispettare: quaranta giorni prima dell'inizio della propria sessione di laurea bisogna presentare alla Segreteria Studenti la domanda di ammissione e il libretto universitario, ovviamente con tutti gli esami già sostenuti (l’ultimo può essere sostenuto fino a 20 giorni prima della seduta).

A 30 giorni dalla sessione, lo studente deve consegnare alla Segreteria di Presidenza il modulo con il titolo definitivo della tesi e un breve abstract dell’elaborato. Due settimane prima, invece, bisogna presentare in segreteria un certo numero di copie della tesi da consegnare al relatore. Va inoltre considerato che, con la legge Ruberti (341/90), ogni ateneo ha acquisito piena autonomia in merito all’organizzazione delle tesi di laurea, ergo fa fede il regolamento dell’ateneo in questione.

Organizzarsi con una check list
A questo punto, abbiamo cognizione di cosa stiamo andando a fare e in che tempi muoverci, dobbiamo decidere tutta la parte del come. Potremmo riassumere così i punti salienti da svolgere:
1- L’argomento da scegliere.
2- Le fonti da utilizzare.
3- L’organizzazione dei contenuti.

Di cosa parlerai?
La prima considerazione da fare è in merito all'argomento che preferiamo, dovendo approfondire una questione in particolare è meglio che il tema risulti interessante principalmente a chi ne dovrà trattare e, ovviamente, c’è bisogno di una certa preparazione pregressa.

Meglio focalizzarci su una specifica macro questione, come per ogni buon testo il fulcro deve essere unico. All’argomentazione principale vanno correlate delle questioni secondarie, l’abilità sta nel declinare il tema principale ed intrecciarlo a queste argomentazioni secondarie senza mai perdere di vista la strada maestra.

Le fonti da utilizzare per una tesi di laurea
Secondo il pensiero di Eco “è molto importante definire l'oggetto vero della tesi perché dovrete porvi sin dall'inizio il problema della reperibilità delle fonti”. Le fonti sono quindi da considerare anche nella fase di scelta dell’argomentazione principale.

Negli ultimi anni, le fonti si sono estremamente diversificate, non più solo bibliografia ma anche siti, link, filmografia, financo discografia. Dimostrare di aver arricchito la propria indagine anche con soluzioni non propriamente ortodosse può aiutare la buona riuscita della presentazione, ovviamente il tutto deve essere coerente con il lavoro che abbiamo svolto.

Organizzare i contenuti
Possono esserci diverse variazioni sul tema ma il canovaccio classico è questo:
1- Indice: lo scheletro della tesi, da presentare subito al relatore;
2- Introduzione: gli aspetti essenziali della tesi espressi in un unico e breve prologo;
3- Capitoli centrali: qui la trattazione entra nel suo vivo, la regola da seguire sarebbe ogni volta rispondere ad una domanda funzionale ad avvalorare la teoria che si sta esponendo.
4- Conclusioni: definire i risultati ottenuti durante l’elaborazione del testo e una serie di considerazioni a chiusura.

Bisogna tenere ben a mente durante la lavorazione l’importanza di una giusta catalogazione delle note, citazione che dovremmo sovente utilizzare pagina dopo pagina per arricchire il nostro contenuto originale (facendo bene attenzione a non lasciare che la nostra tesi diventi un mix di lavori altrui). Infine, va scritta la bibliografia con tutti i testi da noi utilizzati e citati tenendo bene a mente le regole per questo tipo di compilazione.

Stampa e rilegatura di una tesi di laurea
Una volta ultimato, letto e fatto leggere al relatore il nostro lavoro finito, manca solo il passo finale ovvero la stampa e la rilegatura della tesi. Il consiglio è quello di non affidarsi ad un anonimo, magari economico, servizio online, ma affidarsi a chi di stampa e rilegatura tesi di laurea ne ha fatto il proprio mestiere, ovvero le molteplici copisterie sul territorio. Inoltre, poter parlare direttamente con la persona che si occuperà del nostro elaborato aiuterà anche a raffreddare le nostre ansia di cui, si sa, è condita quest’ultima delicata fase della nostra carriera universitaria.

Lunedì 15 ottobre 2018 alle 18:04:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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