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Ultimo aggiornamento ore 12.00 del 19 Novembre 2019

Trasporto di animali in auto: quali regole seguire per viaggiare in sicurezza

Trasporto di animali in auto: quali regole seguire per viaggiare in sicurezza

Liguria - Chiunque condivida il proprio ménage domestico e/o familiare con uno o più animali sa bene che una delle problematiche più comuni che ricorrono nella quotidianità, o quasi, riguarda i trasporti di questi ultimi a bordo delle proprie autovetture. Se infatti, per ciò che concerne i trasporti con taxi e mezzi pubblici, esistono dei protocolli ormai molti precisi e definiti, che mettono in chiaro sin da subito possibilità e limiti di tale soluzione, quando si provvede al trasporto con mezzi propri ci si trova di fronte a un vantaggio che tuttavia ha anche un evidente rovescio della medaglia. Il vantaggio consiste, banalmente, nel potersi regolare a proprio piacimento, pur nel rispetto delle norme di sicurezza; il rovescio della medaglia, o se vogliamo lo svantaggio, che ne consegue, risiede nell’obbligo di muoversi “senza bussola”, avendo a disposizione ben pochi punti di riferimento – al di là di qualche semplice regola di buon senso – e una prassi tutta da consolidare.

Infatti, non tutti gli animali sono uguali, e neanche tutte le vetture. Più semplicemente: un conto è trasportare un cane di grossa taglia, un altro è un gatto di medie dimensioni. O ancora: un conto è provvedere al trasporto con un minivan, un altro è farlo con una city car di taglia extra-small. In ogni caso, le problematiche che si presentano sono di duplice ordine. In primis: come viaggiare garantendo la sicurezza di umani e altre specie presenti nell’abitacolo della vettura? E in seconda battuta: come evitare di stressare l’animale, poco avvezzo a muoversi su veicoli a motore?

Ovviamente il problema si acuisce nel caso di viaggi a lunga percorrenza, o comunque di durata superiore ai 120 minuti, durante i quali l’animale può manifestare segni di inquietudine che si palesano nelle forme più differenti: dall’aggressività alla passività che rasenta la catatonia, lo spettro è ampissimo e spesso non prevedibile. Proprio per questo motivo, nelle scorse settimane la Polizia Stradale, in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma, ha predisposto una serie di indicazioni di massima, in grado di alleviare i disturbi da ansia dell’animale durante i trasporti in auto. Alcune di queste sono state variamente condivise in rete, ma mai sistematizzate. Qui di seguito, proviamo a indicare le principali, valide grossomodo per ogni specie.

1. Tenere l’animale quanto più possibile separato dal conducente. Il principio è che chi guida non deve essere in alcun modo distratto dalla presenza, né dalle azioni, della tipologia di passeggero più imprevedibile che possa esistere. Le gabbie per animali sono un accessorio ormai pressoché indispensabile, ma anche le paratie divisorie tra il vano posteriore (spazio normalmente adibito al trasporto animali) e i sedili possono tornare utili, soprattutto quando si trasportano esemplari di grossa taglia. Non tutte le vetture sono dotate di serie di queste barriere, ma su più di un sito specializzato (come ad esempio Autoparti) è possibile trovarne di diversi tipi, adatti a ogni tipo di veicolo e facili da installare.

2. Garantire il massimo comfort dell’animale. Oltre al cibo, durante i viaggi a lunga percorrenza, è opportuno predisporre una buona scorta di acqua fresca per prevenire la disidratazione (che può sopraggiungere anche in presenza di temperature tutt’altro che afose). Anche la ventilazione e l’ombreggiatura sono importanti: sia durante il viaggio che – soprattutto – nel corso delle soste, è indispensabile garantire all’animale il giusto ricambio d’aria, diretta (finestrini abbassati) o indotta (azionamento del sistema di ventilazione interno); inoltre, è opportuno munire la vettura di tendine parasole.

3. Fare delle pause. Sgranchire le gambe (o le zampe) fa bene non solo agli umani. Un autogrill, una stazione di servizio o, in mancanza di meglio, una semplice piazzola (avendo ben cura che l’animale non invada le carreggiate di circolazione) possono fare al caso di tutti, soprattutto se il viaggio si protrae per diverse ore. Dieci-quindici minuti di riattivazione della circolazione degli arti inferiori ogni due ore saranno di giovamento per tutti.

4. Predisporre delle tappe. Le soste (magari anche con pernottamento in albergo) possono diventare più lunghe in caso di viaggi extra-long (ad esempio per distanze superiori agli 800 chilometri). Serviranno a garantire il giusto ristoro al conducente del veicolo, affinché guidi in totale sicurezza, e al passeggero a quattro zampe, affinché possa assorbire lo stress del viaggio senza contraccolpi.

Lunedì 30 settembre 2019 alle 17:04:30
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