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Ultimo aggiornamento ore 16.25 del 13 Novembre 2019

A Framura Michele Sinisi in "EDIPO. Il corpo tragico"

A Framura Michele Sinisi in `EDIPO. Il corpo tragico`

Liguria - Il Festival Nuove Terre di Officine Papage porta venerdì sera a Framura il nuovo spettacolo di uno dei più profondi e intensi interpreti della scena contemporanea: Michele Sinisi in EDIPO. Il corpo tragico.

In questo nuovo spettacolo ispirato alla tragedia di Sofocle, il corpo diventa la scena con cui si racconta il dramma: Le parole, gli intrecci, il coro e gli altri sono arti, odori, posizioni e sguardi radicati e mappati sul fisico dell'attore.

Quando Edipo, re di Tebe, chiede all'oracolo come sconfiggere la pestilenza che devasta la sua città, questi rivela che la causa della sciagura è l'uccisione impunita del precedente re di Tebe, Laio, di cui Edipo ha preso il posto e sposato la vedova. E, saputo che questi erano rispettivamente suo padre e sua madre, si acceca.

Il peso della colpa, del senso profondo di questa, a volte è troppo grande da sopportare e si preferisce eliminare ogni tipo di sguardo col mondo che si è disegnato. Il corpo diventa la base su cui disegnare gli effetti di quella azione emotivamente incontenibile. Cavarsi gli occhi è un gesto la cui forza è generata dall'annullamento di qualsiasi piacere col mondo che s'è visto fino a quel momento. Questo è il fulcro della storia e in questo passaggio risiede l'azione che anima l'intera arcata di questo racconto, antico quanto l'uomo e la sua convivenza cogli altri.

La ferocia del figlio Edipo che assassina il padre è paradigma di una scena universale: ogni figlio vuole liberarsi di suo padre e dei suoi genitori per realizzare il suo desiderio. Il necessario processo di umanizzazione della vita, che si fonda sul conflitto tra le generazioni, e l'esistenza di una Legge implica la tendenza alla sua violazione trasgressiva. Ma Edipo, che realizza la più estrema delle trasgressioni, porta anche su di sé le marche dei terribili crimini del parricidio e dell'incesto. Per questo al termine della tragedia si cava gli occhi con i fermagli dei capelli di sua moglie e madre Giocasta. A dimostrazione che la legge s'è iscritta sul suo corpo nella forma del senso di colpa per ciò che ha commesso. Il conflitto tra legge e desiderio quindi è direttamente connesso all'esperienza autentica del senso di colpa. Il senso della tragedia sta nell'esperienza profonda di aver trasgredito la legge perché travolti dall'insanabile desiderio. Il figlio che compie il delitto del padre e l'incesto con la madre vive il pentimento. La tragica lacerazione che affligge Edipo è lo specchio della divisione, e del conflitto interno, tra Legge e Desiderio, che in lui alberga fino alla violenza furiosa che rende impossibile ogni parola e che si compenserà colla reazione del proprio accecamento: non voler vedere il presente, frutto della propria azione. Una tragedia che si consuma sulla propria pelle come parte evidente e superficiale del corpo su cui si iscrivono i segni delle azioni che compongono la vita che genera tale processo. Il corpo di Edipo accoglie sul proprio piede l'inizio della propria esistenza colla rappresentazione del proprio nome e chiude questa esperienza con l'accecamento come buio assoluto che annulla ogni possibilità di redenzione per le azioni commesse. Il dramma del tragico conflitto con il destino annunciato dal nome, tra legge e desiderio.

Giovedì 22 agosto 2019 alle 12:05:32
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