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Ultimo aggiornamento ore 17.40 del 21 Agosto 2018

«Liguria in pericolo per i danni della fauna selvatica»

Il presidente di Confagricoltura De Michelis: «La Liguria trasformata in riserva di caccia»

«Liguria in pericolo per i danni della fauna selvatica»

Liguria - «L’emergenza danni causati dalla fauna selvatica ha raggiunto livelli impressionanti, tanto da richiedere di affrontare il tutto, secondo noi, con un tavolo permanente di crisi che raccolga tutti gli attori»: è l'allarme del presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis che giudica "inadeguati" gli strumenti messi in atto per arginare i danni degli ungulati sul territorio ligure.

Incontro - La Regione Liguria, nei giorni scorsi, attraverso la convocazione di un “Tavolo Verde” sul tema, ha ascoltato le organizzazioni agricole e ribadito che ha varato, nel 2016, la normativa sulla difesa del fondo, che consente già agli agricoltori professionisti, titolari di azienda agricola e possessori di porto d'armi da caccia, la possibilità di abbattere gli ungulati nei loro appezzamenti, dopo averne dato comunicazione e dopo la verifica del corpo di vigilanza regionale. «Su questo disposto di legge – sottolinea Confagricoltura Liguria – abbiamo precisato come lo stesso, ancorchè intelligente, ed in tal senso recentemente deliberato anche in Lombardia, vada migliorato in molti aspetti, tra cui quelli burocratici che, ad esempio, impongono la comunicazione al corpo di vigilanza con 24 ore di anticipo sull’azione dell’agricoltore – cacciatore».

Burocrazia - «A migliorare questo aspetto – prosegue il presidente ligure di Confagricoltura – basterebbe, come previsto in Lombardia, che la comunicazione alle autorità da parte dell’agricoltore fosse fatta con strumenti più ‘idonei’ e ‘veloci’ quali gli sms. Non si può pensare che la burocrazia gestionale di questa intelligente possibilità rischi di vanificarne gli effetti. Se per intervenire – prosegue De Michelis – devo attendere 24 ore, in quel lasso di tempo il mio terreno, orto o vigneto è bello che andato». «Occorre qualcosa di maggiormente incisivo - prosegue il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis: “Da tempo sosteniamo che il problema della presenza sempre più massiccia degli ungulati è dipeso dalla gestione dell’attività venatoria, non sempre in maniera performante, ovvero con grosse differenze di risultato tra ambito ed ambito».

Cinghiali - «Dobbiamo – continua De Michelis – arrivare alla turnazione obbligatoria delle squadre laddove le stesse non si dimostrino efficaci ed efficienti nel contenimento degli ungulati nel proprio territorio. Non è possibile infatti, ed i dati parlano da soli, che ci siano territori dove squadre molto attive riescano ad ottenere risultati sensibili che si ripercuotono, gioco forza, sull’abbattimento dei danni all’agricoltura, ed altre realtà dove i capi proliferano a dismisura». Confagricoltura Liguria chiede quindi con forza questo strumento “coercitivo” che sicuramente impedirebbe a qualcuno di mantenere la sua “riserva di caccia”. «Va ricordato - tuonano dall'associazione - e tutti lo sanno che, per anni, gli animali sono stati regolarmente foraggiati e nulla è stato fatto per contrastare quella che è prassi in pochi ma non pochissimi territori liguri». «Occorre l’immediata – conclude Confagricoltura Liguria – creazione di un tavolo di crisi che veda, finalmente, tutti gli attori intorno: dalla Regione agli Ambiti, dagli agricoltori ai cacciatori».

Martedì 24 luglio 2018 alle 09:40:09
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