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Ultimo aggiornamento ore 21.40 del 19 Giugno 2019

A spasso per gli oliveti per scoprire una delle tradizioni della Liguria

A spasso per gli oliveti per scoprire una delle tradizioni della Liguria

Liguria - «Dall'arte del muretto a secco alla storia dell'olio ligure attraverso percorsi di degustazione, itinerari tra gli oliveti, visite in azienda e corsi di cucina: questo weekend si aprono le porte delle aziende olivicole da levante a ponente per permettere a turisti, e non solo ,di scoprire l'affascinante mondo dell'olio DOP Riviera Ligure, eccellenza che viene prodotta su più di 2500 ettari di terreno»: lo riporta Coldiretti Liguria per annunciare l'iniziativa Oliveti Aperti, organizzata dal Consorzio di tutela dell'Olio DOP Riviera Ligure, con la collaborazione della Fondazione Qualivita e il supporto della Regione Liguria, per coinvolgere cittadini e turisti all'interno della tradizione dell'olivicoltura eroica riscoperta attraverso le storie degli uomini e donne che con il loro lavoro custodiscono un'antica tradizione, salvaguardano il territorio e valorizzano una produzione d'eccellenza.

«L'olivicoltura è uno dei principali settori dell'agricoltura locale – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – che possiede una storia e tradizione che vale la pena raccontare ai turisti che si recano nella nostra terra. Per la campagna 2018/19 sono stati immessi sul mercato più di 3.600 quintali di Olio DOP, un prodotto di qualità conosciuto in tutto il mondo e che riesce a farsi largo sul mercato grazie al duro lavoro dei nostri agricoltori. Il mondo olivicolo locale può diventare un elemento trainante del turismo sostenibile alla scoperta dell'entroterra, una formula sempre più richiesta dai nostri viaggiatori, che potrà arrivare a rappresentare un volano importante per l'indotto economico della nostra regione. Anche in quest'ottica, per il futuro della nostra olivicoltura, è importante che l'oliva taggiasca, riceva il marchio della DOP, in modo che questo frutto, simbolo del ponente ligure, sia legato indissolubilmente al suo territorio d'origine, evitando quel furto d'identità che normalmente accade, e tutelando così produttori e consumatori».

Venerdì 14 giugno 2019 alle 11:00:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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