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Ultimo aggiornamento ore 18.45 del 21 Agosto 2019

Animalisti, caccia e cinghiali. Cia: «A farne le spese solo gli agricoltori»

Animalisti, caccia e cinghiali. Cia: «A farne le spese solo gli agricoltori»

Liguria - «Così mentre gli animalisti continuano a proporre sistemi di protezione come i recinti alla colture che - oltre ad essere palesemente inefficaci - trasformerebbero il nostro sistema agricolo in una sorta di riserva indiana, l’ultima beffa arriva del mondo della caccia. Nel mezzo sempre gli stessi: agricoltori e allevatori che subiscono quotidianamente la distruzione dei propri raccolti e lo scempio delle proprie mandrie, sotto costante assedio da parte di quegli stessi cinghiali che le associazioni venatorie si erano impegnate ad abbattere»: è lo sfogo di Cia Liguria che lamenta le condizioni in cui versano gli agricoltori a causa delle incursioni dei cinghiali.

“Animalisti e cacciatori discettano di tutela dell’ambiente - prosegue in una nota Cia Liguria -. Ma di chi quell’ambiente lo preserva – giorno dopo giorno - con fatica, disagi, soddisfazioni che spesso non ripagano del duro lavoro -non parla quasi mai nessuno. Così agricoltori e gli allevatori soccombono. E visti i ripetuti incidenti anche autostradali molte altre persone sono a rischio”.

«Da anni ormai denunciamo l’insostenibilità del peso eccessivo degli animali selvatici sul sistema agricolo e sul tessuto sociale delle aree rurali - sottolineano dalla sede regionale di Cia Liguria - Da parte nostra abbiamo messo in atto ogni tentativo utile a creare un clima di collaborazione, non ultima l’iniziativa di questa estate quando, grazie a diversi incontri sul territorio, abbiamo coinvolto decine di sindaci, e predisposto un documento di richieste avanzato a Regione Liguria. Diamo atto all’assessore Mai di essersi assunto la responsabilità di prorogare il calendario venatorio, ma questo non è abbastanza: è fondamentale che il Consiglio Regionale ed il Presidente si rendano disponibili ad un incontro con la nostra associazione ed i sindaci, consci che il problema non è più gestibile attraverso l’ordinaria attività venatoria.
Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre richieste. Abbiamo atteso abbastanza. I problemi degli agricoltori non possono attendere oltre. Siamo determinati a combattere, ancora e di più, per la sostenibilità del sistema rurale ligure e nazionale».

«È’ giunto il momento di affermare che i palliativi non servono e che occorre legiferare d'urgenza per determinare la drastica riduzione degli animali selvatici che popolano il territorio nazionale - denuncia Dino Scanavino, Presidente Nazionale Cia -. A fronte di risposte evasive, approfondimenti inappropriati e denaro pubblico mal impiegato, chiediamo alla politica di mettere gli agricoltori nella condizione di raccogliere il frutto delle loro semine e delle loro fatiche e di consentire agli allevatori di dedicarsi alle proprie mandrie».

Venerdì 11 gennaio 2019 alle 09:00:48
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