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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 12 Dicembre 2018

Conti correnti salvi con il fondo tutela

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Conti correnti salvi con il fondo tutela

Liguria - Al giorno d’oggi si sente sempre più spesso parlare di offerte e promozioni per quanto riguarda i conti correnti, ma spesso ci si dimentica che è anche necessario tutelarli. Ed è proprio per questo che c’è il Fitd, che è l'acronimo di "Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi", un consorzio riconosciuto dalla Banca d'Italia e la cui adesione, dal 2011, è obbligatoria per tutti gli istituti di credito aventi la forma di società per azioni (per le banche di credito cooperativo esiste un analogo fondo specifico). La funzione del Fitd è quella di rimborsare i clienti del settore bancario nel caso in cui l'istituto con il quale intrattengono determinati rapporti di credito sia sottoposto ad amministrazione controllata ovvero a liquidazione coatta amministrativa (due procedure concorsuali derivanti dallo stato d'insolvenza dell'istituto stesso). In pratica, una volta avviata la procedura concorsuale, nel caso in cui vi sia carenza di liquidità per rimborsare i clienti, interviene il Fitd; il fondo garantisce un risarcimento fino a 100.00 euro per ciascun depositante.

Quali rapporti di credito sono tutelati dal Fitd?

Il Fondo di Tutela interviene su tutti i depositi nominativi, quali: buoni fruttiferi, conti correnti, conti deposito (anche vincolati) e certificati di deposito. Restano escluse dalla copertura del Fitd: tutti i depositi al portatore, i fidi, i castelletti e gli investimenti che hanno per oggetto azioni e/o obbligazioni anche se emesse dallo stesso istituto di credito di cui si è correntisti. Tuttavia, i recenti crack delle banche venete (Veneto Banca e Popolare di Vicenza) nonché delle 4 ''bad bank'' italiane (Banca Marche, CariChieti, Banca Etruria e CariFe), hanno visto intervenire il Fitd - su richiesta del Governo in carica - anche per il rimborso dell'80% dei risparmi investiti dai correntisti in obbligazioni subordinate emesse dai suddetti istituti.

Come opera il risarcimento del Fitd

Con l'avvio di una procedura di amministrazione controllata o di liquidazione coatta amministrativa di un istituto di credito, la Banca d'Italia è autorizzata a prelevare immediatamente dagli accantonamenti dello stesso le somme necessarie per risarcirne i correntisti. In caso di carenza di liquidità, ecco che interviene il Fitd, che risarcisce subito i correntisti e poi chiede soddisfazione del proprio esborso alla banca dichiarata insolvente. Il risarcimento del Fitd ha un limite massimo di 100.000 euro per ogni depositante e per banca: questo significa che se un correntista, persona fisica o giuridica, ha due rapporti di credito con lo stesso istituto, riceverà al massimo 100.000 euro di rimborso mentre, se ha due conti in due istituti diversi ed entrambi vengono dichiarati insolventi, avrà un rimborso massimo complessivo di 200.000 euro.

Risarcimento del Fitd in caso di conti cointestati e liquidità aggiuntive

Nel caso di conto cointestato presso una banca sottoposta ad amministrazione controllata o liquidazione coatta amministrativa, ogni intestatario può ricevere un risarcimento massimo dal Fitd pari a 100.000 euro. Tale tetto massimo può essere sforato solo in un caso, ossia quando, nei nove mesi antecedenti all'intervento del Fitd, il correntista abbia depositato della liquidità aggiuntiva di ingente importo, magari derivante da un profitto straordinario di investimenti, da situazioni inerenti lo status personale o lavorativo (pensionamento licenziamento divorzio o indennizzi per sopraggiunta grave invalidità) o dalla vendita di un immobile. In tale ipotesi, oltre al rimborso massimo di 100.000 euro il depositante può richiedere un plus al Fitd che, solitamente, non eccede il limite dell'80% della somma complessiva. La garanzia del Fitd opera solo se il correntista rinuncia all'arbitrato bancario (un metodo alternativo al ricorso al tribunale volto a dirimere, in modo irrituale, le controversie tra banca e cliente).

Indennizzo del Fitd

Per ottenere un risarcimento dal Fitd non è necessario inoltrare alcuna richiesta, poiché la copertura e la liquidazione del rimborso da parte del Fondo avvengono automaticamente. Il Fitd ha infatti ovviamente accesso alle informazioni inerenti i clienti della banca dichiarata insolvente e quindi provvederà a recuperare i nominativi degli aventi diritto al rimborso, a calcolarne l'importo e a liquidarlo.

Il rimborso avviene entro i sette giorni lavorativi successivi a quello in cui si producono gli effetti della dichiarazione di liquidazione coatta amministrativa della banca. L'efficacia della procedura inizia dalla data del provvedimento del tribunale che ne sentenzia l'avvio. Per tutte le informazioni dettagliate sul Fitd e sul suo funzionamento, si rinvia al sito ufficiale del consorzio, www.fitd.it.


Si ringrazia Qualeconto.net per la collaborazione.

Venerdì 25 maggio 2018 alle 11:35:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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