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Ultimo aggiornamento ore 13.00 del 15 Ottobre 2018

ENEA: aumentano i consumi assieme al costo dell’energia, ma la decarbonizzazione rallenta

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ENEA: aumentano i consumi assieme al costo dell’energia, ma la decarbonizzazione rallenta

Liguria - Il consumo di energia primaria aumenta, si arresta invece il processo di decarbonizzazione e la transizione alle rinnovabili. Questa è in estrema sintesi la fotografia attuale dei consumi energetici italiani che aumentano del 3,2 nel primo semestre dell’anno corrente rispetto allo stesso periodo del 2017. Un aumento dei consumi dovuto soprattutto ai numeri di trasporti e settore industriale.

Contestualmente ritorna forte il consumo di petrolio (+4,5% rispetto al 2017) che spezza un trend in discesa per il greggio che dal 2016 torna a marcare un segno più, un dato che si va a incrociare con il calo sia del gas naturale (-1,6%), dopo tre anni di aumenti, che il fotovoltaico (-10%), nonostante la crescita delle rinnovabili nel loro insieme (+9%).

Aumentano i prezzi dell’energia
Questo emerge dall’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano curata da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) relativa al secondo semestre del 2018 e pubblicata in ottobre sul sito dell’agenzia. Dal documento emerge che i prezzi sono aumentati (+32% greggio, 17% gas) con un forte impatto sui prezzi della borsa elettrica (+5% da trimestre a trimestre, +20% rispetto al medesimo periodo del 2017).

“Nonostante questi forti incrementi, nei primi sei mesi del 2018, i consumi di energia sono cresciuti di oltre il 3% sulla spinta della produzione industriale e del PIL – dice Francesco Gracceva, coordinatore dell’analisi - tuttavia, nella seconda metà dell’anno, il progressivo trasferimento dei rialzi dei prezzi all’ingrosso su quelli finali rischia di frenare i consumi e di ripercuotersi negativamente su un’economia che già presenta segni di rallentamento. Tutto ciò in un contesto che non lascia prevedere, almeno a breve, riduzioni dei prezzi delle commodity energetiche”.

Diminuisce la decarbonizzazione
I prezzi, dunque, non sono destinati a calare, ma dato ancor peggiore è il nuovo ribasso (-9%) dell’indice ISPRED, studiato da ENEA per monitorare la transizione energetica. L’ultimo di ben 10 segni meno consecutivi, ricordiamo che l’indice tiene conto di prezzi, decarbonizzazione e sicurezza energetica. Dati che cozzano con gli effetti che, invece, hanno sortito gli ecobonus stanziati dal governo e che, nel periodo di riferimento 2014-2017, hanno portato ad un risparmio medio in bolletta del 15%.

La campagna “Italia in classe A” stava cominciando a portare buoni risultati e, infatti, i dati sull’efficientamento energetico delle case degli italiani erano in netto miglioramento. Gli ecobonus nell’ultimo quadriennio hanno portato a svariati lavori di manutenzione domestica: sostituzione di 2,6 milioni di serramenti; 70 mila interventi su pareti orizzontali e inclinate; risparmiati 1.300 Gw solo nel 2017; 664 mila caldaie a condensazione (attualmente uno dei sistemi di riscaldamento domestico più performanti sul mercato) acquistate sempre nel 2017. Oggi, le grandi industrie del settore (Ariston, Viessmann, Hermann…) spingono soprattutto su questi prodotti contando su un ottimo livello di assistenza e manutenzione, dai grandi centri come Roma alle piccole province.

Gli effetti degli ecobonus
Non solo gli incentivi hanno avuto successo ma hanno centrato anche l’obiettivo di ammodernare i vecchi edifici: circa l'80% degli investimenti attivati nel 2017 ha riguardato edifici precedenti agli anni '80, il restante 20% è distribuito su edifici costruiti prima degli anni '60. Poco più di un miliardo di euro è stato investito in edifici di linea e condomini (il 35% dell’investimento totale), 1,4 miliardi è stato invece destinato a costruzioni isolate e villette mono o plurifamiliari (il 40% dell'investimento totale).

Insomma, alla preoccupazione dei dati ISPRED si unisce la soddisfazione, tra le file ENEA, per i risultati portati dagli ecobonus, come espresso dal presidente Federico Testa: “ Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici superando ostacoli e criticità. In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”. Ma la strada per raggiungere i livelli richiesti dalla comunità europea attraverso la SEN (Strategia Energetica Nazionale) è ancora lunga e richiede lo sforzo congiunto di industria e privati.

Mercoledì 10 ottobre 2018 alle 17:00:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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