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Ultimo aggiornamento ore 15.35 del 19 Novembre 2019

L'allarme di Laghezza: "Infrastrutture liguri degradate"

Non ha dubbi il presidente di Confetra: "Sulle infrastrutture serve una rivoluzione culturale, in caso contrario rimarremo marginali rispetto ai grandi flussi di traffico".

"Che destino hanno i porti liguri?"
L´allarme di Laghezza: `Infrastrutture liguri degradate`

Liguria - "Dopo anni di convegni in cui abbiamo magnificato la capacità dei nostri porti di diventare l’hub logistico non solo dell’Italia ma anche del centro Europa, dobbiamo tristemente constatare come tutte le grandi opere portuali, inclusi i dragaggi, viaggiano con fortissimo ritardo". Non ha dubbi il presidente di Confetra, Alessandro Laghezza: "Alla Liguria serve una rivoluzione culturale. Ai ritardi sopraccitati si sommano quelli delle infrastrutture stradali e ferroviarie; di fatto solo il Terzo Valico sembra pur faticosamente procedere, mentre su Ferrovia Pontremolese e Gronda, vitali per tutto il sistema ligure, si sono spese fino ad oggi solo parole. Il porto di Genova, Voltri escluso, è di fatto bloccato nel suo sviluppo da inadeguate connessioni ferroviarie e stradali, dalla posizione della diga foranea e dell’aeroporto; il nuovo terminal di Vado si scontrerà presto con i limiti di una autostrada satura e lontana dal Porto. Alla Spezia, dopo 20 anni di immobilismo, dovrebbe partire un importante piano di sviluppo di banchine, del quale però, in assenza di certezze sui dragaggi, non si vede ancora traccia. Questo senza dimenticare lo stato penoso di tutto il sistema autostradale ligure, saturo ed inadeguato, e delle connessioni con la Francia, affidate per le merci alla sola Autostrada dei Fiori ed al Frejus".

Il tutto mentre Shangai movimenta 42 milioni di teus e Rotterdam, primo porto europeo, ne muove 14.5, il triplo dell’intero sistema portuale ligure. Confetra Liguria chiede "uno scatto di orgoglio, una rivoluzione culturale che metta la realizzazione e la gestione delle infrastrutture al primo posto fra le priorità della politica, estendendo le possibilità della legge 130 (nata per fronteggiare l’emergenza Morandi) a tutto il sistema infrastrutturale e logistico ligure, sbloccando i mille cantieri fermati non tanto dalla mancanza di risorse ma dalla burocrazia e dalla inadeguatezza delle pubbliche amministrazioni. In caso contrario la Liguria rimarrà marginale rispetto ai grandi flussi di traffico e i progetti di trasformarla nell’Hub logistico d’Europa rimarranno confinati ai convegni ed alle promesse da campagna elettorale".

Venerdì 25 ottobre 2019 alle 12:37:56
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