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Ultimo aggiornamento ore 17.30 del 11 Dicembre 2018

Manutenzioni ferroviarie, l'allarme della Filt Cgil su "occupazione e servizio"

Manutenzioni ferroviarie, l´allarme della Filt Cgil su `occupazione e servizio`

Liguria - «L'acquisto dei nuovi treni, battezzati "pop" e "rock", dai fornitori Alstom e Hitachi, che ha accompagnato, a gennaio di quest'anno, la sottoscrizione del contratto di servizio fra la Regione e Trenitalia, della durata di 15 anni, ha determinato la necessità di definire a chi verranno affidate le attività di manutenzione necessarie al mantenimento in efficienza dei nuovi mezzi, per fornire un servizio di qualità a pendolari e turisti»: lo ha spiegato in una nota la Filt Cgil Liguria.

Manutenzioni - «I Sindacati delle ferrovie, da sempre, sostengono che le attività di manutenzione rotabili vanno conservate all'interno del perimetro dell'azienda, in quanto le storiche officine ferroviarie posseggono il know how e l'esperienza adeguate a rispondere ai bisogni del settore - ha proseguito - Inoltre, l'esternalizzazione di tali attività, oltre a notevoli ricadute occupazionali negative nell'ambito dei dipendenti di Trenitalia, rischierebbe di consegnare un punto nevralgico del servizio regionale in mano a fornitori esterni che, entrati così in possesso di un notevole potere contrattuale, potrebbero utilizzarlo pro domo loro. Il sindacato poi non può far finta di non sapere che tale scelta rischierebbe di avviare una pericolosa frammentazione della manutenzione in un'infinita catena di subappalti, dove a pagare è sempre la qualità del lavoro, sia in termini di diritti e tutele contrattuali che di salute e sicurezza».

Accordo - «Dopo che i Sindacati di categoria, a livello nazionale, hanno sottoscritto un'intesa che prevede la partecipazione al processo di internalizzazione di tali attività attraverso accordi territoriali sulla produttività dei singoli siti, si sono aperte le trattative territoriali anche in Liguria. Oggi, purtroppo, il confronto sindacale si trova in una fase di stallo poiché Trenitalia, smentendo gli accordi territoriali raggiunti nel 2013 sugli investimenti nei siti liguri, non garantisce il mantenimento di una quota di produzione nelle officine ferroviarie genovesi, dichiarando che, a valle del completamento dei nuovi impianti di Savona, dopo il 2020 quasi tutta la produzione sarà concentrata in quella sede. Quindi, dopo aver assistito alla chiusura dell'officina di manutenzione di Genova Rivarolo nel 2016, durante la fase di ristrutturazione della divisione Cargo di Trenitalia, Genova, nell'arco dei prossimi anni, rischia di dover registrare un'altra emorragia di occasioni di lavoro qualificato. Senza contare che il prossimo potenziamento del nodo ferroviario metropolitano andrebbe in netta contraddizione con la chiusura di un punto qualificato di manutenzione dedicato ai mezzi che vi circolano, sito nel quale operano, fra diretti, indiretti e appalti ferroviari, circa un centinaio di persone, e che richiederebbe solo pochi interventi di adeguamento per continuare ad ospitare le attività necessarie a garantire buona occupazione e regolarità dell'esercizio».

Accordi - «La conferma delle scelte di Trenitalia di impoverire ulteriormente il territorio genovese a nostro avviso rende necessario un deciso intervento delle istituzioni perché questo trend sia finalmente invertito. A questo punto Trenitalia non ha più alibi per non consegnare al Sindacato e alla città il progetto di un punto qualificato per le manutenzioni ferroviarie. Il Sindacato, in assenza di risposte che mantengano gli accordi raggiunti, non potrà che chiamare i lavoratori alla mobilitazione», ha concluso.

Martedì 19 giugno 2018 alle 13:45:20
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