Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 20.45 del 23 Settembre 2018

Spiagge libere? In Liguria sono un vero miraggio

La legge dice che dovrebbero essere il 40%, ma secondo Legambiente sono il 14%.

MARE DI TUTTI
Spiagge libere? In Liguria sono un vero miraggio

Liguria - Non rispetti la quota minima di 40% di litorale dedicato a spiaggia libera? In Liguria non rischi sanzione. Anzi, se sei un Comune che non fa rispettare le regole, il massimo che può succedere è che non avrai i contributi per pulire proprio i lidi non privati. Un paradosso denunciato da Legamente, che nel proprio dossier sulle spiagge italiane punta il dito in particolar modo contro la nostra regione, definito come il "caso più clamoroso".

Se la Legge regionale 13/2008 ha determinato che i Comuni sono obbligati a garantire
almeno il 40% di aree balneabili libere e libere-attrezzate rispetto al totale delle superfici costiere (oltre che a dotarsi del Progetto di utilizzo deldemanio marittimo, pena l'impossibilità di rilasciare nuove concessioni agli stabilimenti balneari), il problema è che «la legge ad anni di distanza dalla sua emanazione non viene rispettata perché non prevede sanzioni per chi non la applica».

«I Comuni che non rispettano il limite del 40% perdono il finanziamento regionale per la pulizia delle spiagge (con conseguente minore attrattività per le poche spiagge libere rimaste) mentre esistono incentivi proprio per la pulizia e la sistemazione del litorale per i Comuni che la fanno rispettare - denuncia l'associazione - In generale in tutta Italia non è un problema solo di numeri. In molti Comuni le uniche aree non in concessione sono quelle vicino allo scarico di fiumi, fossi o fognature e quindi dove ci si può sdraiare a prendere il sole ma la balneazione è vietata perchè il mare è inquinato. Ma anche qui nessuno controlla che le spiagge libere non siano relegate in porzioni di costa di “Serie B”, mentre i numerosi cittadini che vogliono fruirne meriterebbero di trovarle almeno in luoghi monitorati e balneabili».

«Ad esempio in Emilia-Romagna solo il 23% della costa presenta spiagge libere, ed in Liguria il 14%, ma i dati sono molto differenti tra le Regioni e nessun Ministero si occupa di monitorare quanto sta avvenendo. Come nessuno si occupa dell’intreccio delle grandi e diverse questioni ambientali che troviamo sulle coste: erosione (che diventerà sempre più rilevante con i cambiamenti climatici), inquinamento, aggressione del cemento. Tra i casi più incredibili quello di Mondello, il mare dei palermitani, con poco più di un chilometro e mezzo di sabbia finissima al 90% in concessione, e pochissimi lidi che consentono il passaggio alla battigia. A Santa Margherita Ligure gli spazi liberi sono solo l’11% del totale. E poi in Romagna, a Rimini, dove non si raggiunge nemmeno il 10% di spiagge libere. A Forte dei Marmi sono 100 gli stabilimenti su circa 5 km di costa».

«Legambiente chiede un intervento legislativo per tutelare le spiagge italiane e i diritti di tutti i cittadini ad avere spiagge libere e gratuite, è che negli ultimi anni la corsa ad ottenere nuove concessioni balneari è continuata ovunque in Italia - scrive l'associazione - La ragione è molto semplice, la domanda di fruizione delle coste è in crescita e i canoni che si pagano sono molto bassi. Il problema dell’accessibilità delle nostre spiagge diventa ogni anno sempre più rilevante. E’ sotto gli occhi di tutti la distesa interminabile di stabilimenti balneari che, dal Tirreno all’Adriatico passando per lo Jonio, impediscono la possibilità di arrivare al mare o riducono a pochi metri quadrati le spiagge dove stare liberamente e gratuitamente. In modo progressivo cabine e strutture, ristoranti, centri benessere e discoteche stanno occupando larghe fette della battigia. Il rischio è che si continui in una corsa a occupare ogni metro delle spiagge italiane con stabilimenti che, in assenza di controlli come avvenuto fino ad oggi, di fatto rendono le coste italiane delle coste privatizzate. Quando invece le spiagge sono di tutti».

Lunedì 20 agosto 2018 alle 09:25:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova

































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News