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Ultimo aggiornamento ore 21.15 del 25 Settembre 2018

«Cosa intende fare la Regione affinché Amiu mantenga in house il ciclo dei rifiuti?»

«Cosa intende fare la Regione affinché Amiu mantenga in house il ciclo dei rifiuti?»

Liguria - «Il piano industriale approvato lo scorso primo febbraio dal cda della società prevede che Amiu mantenga in house la gestione del ciclo integrato dei rifiuti oltre il 2020. Ma quali atti intende compiere la Giunta regionale per rendere efficace tale proposito?»: lo hanno chiesto in Consiglio regionale con un'interrogazione sono stati i consiglieri liguri del Pd Giovanni Lunardon, Valter Ferrando e Pippo Rossetti. “Comune di Genova e Città Metropolitana – ha sottolineato Lunardon – non hanno ancora convocato un tavolo con la Regione (il piano industriale di Amiu approvato a febbraio e il successivo accordo con i sindacati lo prevedono espressamente) per discutere le modalità con le quali mantenere il servizio in house oltre il 2020.

«Non solo, ma alla luce di quanto dichiarato oggi dall’assessore Giampedrone nessuno ha mai presentato il nuovo piano industriale di Amiu alla Regione, né finora il Comune e la Città Metropolitana hanno mai avanzato formalmente una qualsivoglia proposta operativa o normativa per realizzare quanto disposto dal piano industriale e convenuto con le organizzazioni sindacali. Dopo aver fatto saltare l’operazione di aggregazione con un grande player del settore – ha proseguito Lunardon - nulla è ancora stato fatto per mettere in sicurezza la società, per garantire continuità al servizio oltre il 2020 e assicurare gli investimenti necessari e il relativo piano di ammortamento per chiudere il ciclo dei rifiuti. Si tratta di una questione importante, che riguarda un servizio fondamentale e interessa parecchi lavoratori, oltre che tutti i cittadini di Genova».

«Ma i tempi per risolvere questa vicenda, avvertono i consiglieri del Pd “sono stretti, visto che bisogna individuare tali modalità entro quest'anno e la situazione è complessa come ha ammesso l’assessore che, peraltro, ha escluso modifiche normativa. Accolgo – conclude Lunardon - la disponibilità odierna di Giampedrone a riferire in Commissione appena il quadro sarà più delineato. Quel che è certo però è che il Comune e la Città Metropolitana non possono perdere altro tempo, perché dal primo febbraio sono passati ormai due mesi e tutto tace. La campagna elettorale è finita. Il tempo della propaganda anche. Ora attendiamo le scelte».

Mercoledì 11 aprile 2018 alle 10:00:49
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