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Ultimo aggiornamento ore 18.23 del 11 Dicembre 2018

'Ndrangheta, nove condanne e una assoluzione. Libera: «Dimostrata presenza mafiosa in Liguria»

´Ndrangheta, nove condanne e una assoluzione. Libera: «Dimostrata presenza mafiosa in Liguria»

Liguria - Nove condanne e una assoluzione per l'inchiesta Maglio 3 sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Liguria. La corte d'appello ha condannato Onofrio Garcea a 7 anni e 9 mesi, a sei anni Benito Pepè e a 4 anni e 8 mesi Rocco Bruzzaniti; 6 anni ciascuno per Fortunato e Francesco Barilaro e Michele Ciricosta; tre anni e un mese per Raffaele Battista, 4 anni e 8 mesi per Antonino Multari e Lorenzo Nucera. Assolto Antonio Romeo. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso. Un anno fa la Cassazione aveva annullato le assoluzioni e aveva disposto un nuovo processo di secondo grado. Nel processo di primo grado, nel novembre 2012 con rito abbreviato, tutti erano stati assolti con la formula «perché il fatto non sussiste».

«Le condanne di oggi confermano anche da un punto di vista processuale quello che da anni denunciamo come dato storico: la ‘ndrangheta è presente in Liguria, dove ha trovato un terreno fertile per radicarsi»: così Libera Liguria commenta la sentenza di appello bis del processo “Maglio 3”. «Questa sentenza, che arriva dopo anni di duro lavoro da parte di tanti onesti servitori dello Stato, cui va la nostra riconoscenza, non lascia spazio a interpretazioni riduttive o negazioniste. Interpretazioni che ancora oggi, purtroppo, vengono proclamate da più parti. In questi momenti risulta ancora più urgente potenziare e coordinare la risposta in termini repressivi, ma, soprattutto, in termini preventivi: le istituzioni, la politica, il mondo economico, il terzo settore, le associazioni e tutta la popolazione sono chiamati, ciascuno per la propria specificità e competenza, a impegnarsi affinché certi fenomeni non trovino alleati. Per questo motivo è necessario intervenire in modo propositivo sulle politiche sociali, investire nel riutilizzo pubblico dei beni confiscati alle organizzazioni criminali e valorizzare i percorsi educativi per i giovani del nostro territorio».

Martedì 16 ottobre 2018 alle 21:15:43
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