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Ultimo aggiornamento ore 14.10 del 24 Marzo 2019

Concorso regionale sulle Foibe, Muzio presidente della Commissione Giudicatrice

Concorso regionale sulle Foibe, Muzio presidente della Commissione Giudicatrice

Liguria - Anche quest’anno il consigliere regionale di Forza Italia Claudio Muzio presiederà, nella sua veste di segretario dell’Ufficio di Presidenza, la Commissione giudicatrice del concorso per le scuole “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”. Il concorso, istituito con la legge regionale n. 29 del 24 dicembre 2004 e giunto alla XVIII edizione, si inserisce nelle iniziative finalizzate a preservare e diffondere tra le giovani generazioni la conoscenza degli eventi legati alla strage e all’esodo italiano dalla Venezia Giulia e della Dalmazia. Tali iniziative culmineranno il 10 febbraio nella celebrazione del Giorno del Ricordo.

Oltre a Muzio faranno parte della Commissione, che aprirà quest’oggi i suoi lavori, i consiglieri regionali Matteo Rosso e Francesco Battistini e quattro rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Il titolo del tema su cui si sono cimentati quest’anno gli studenti è: “1918 – Fiume: un’utopia italiana”. La premiazione avrà luogo nel corso della seduta solenne del Consiglio regionale dedicata al Giorno del Ricordo. I vincitori, inoltre, in primavera parteciperanno ad un viaggio studio presso i luoghi simbolo del martirio e dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate, e saranno accompagnati da una delegazione di consiglieri regionali e da rappresentanti dell’ANVGD.

«E’ per me motivo di orgoglio poter presiedere anche quest’anno la Commissione giudicatrice - dichiara Muzio - Ho visitato le foibe e i luoghi di quest’immane tragedia due anni fa - prosegue - accompagnando gli studenti vincitori del concorso. E’ stata un’esperienza molto toccante: vedere di persona le foibe di Basovizza e Monrupino fa capire, molto più di tante parole, il livello di violenza a cui il regime comunista jugoslavo, nell’autunno del 1943 e poi di nuovo dal maggio del 1945, sottopose decine di migliaia di uomini e donne, ‘colpevoli’ soltanto di essere italiani. Allo stesso tempo mi ha profondamente commosso il fatto di vedere quanto sia ancora radicato, in queste terre, il sentimento di italianità. Mantenere viva la memoria su questi fatti e diffonderne la conoscenza nelle scuole e tra i giovani - conclude il consigliere regionale di Forza Italia - è doveroso non soltanto nei confronti delle vittime, ma anche per trasmettere alle future generazioni una pagina della nostra storia su cui per tanti anni è calato, per pregiudiziali ideologiche e cinismo politico, un ingiustificabile ed imbarazzante silenzio nei libri di testo, nella storiografia ufficiale e nel dibattito pubblico».

Mercoledì 19 dicembre 2018 alle 11:30:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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