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Ultimo aggiornamento ore 20.10 del 26 Maggio 2018

Delegazione del Consiglio Regionale ad Auschwitz-Birkenau

Miryam Kraus della comunità ebraica di Genova: « I ragazzi possono essere delle sentinelle perché questo terribile passato non si ripeta»

Delegazione del Consiglio Regionale ad Auschwitz-Birkenau

Liguria - La delegazione del Consiglio regionale ha visitato il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Gli studenti erano accompagnati da Giuseppe Momigliano, rabbino capo della Comunità Ebraica di Genova, dai rappresentanti dell’Aned delle quattro province e dai consiglieri Francesco Battistini, Andrea Melis e Gianni Pastorino.

La visita è iniziata da Auschwitz, che venne aperto nel giugno 1940 come campo di lavoro. Un anno dopo furono realizzate le camere a gas con lo scopo di attuare la sistematica eliminazione degli internati. Molti di loro, però, a causa delle pessime condizioni di vita e del clima rigido, morirono di stenti e privazioni prima di varcare l’ingresso delle ”docce”. La delegazione ha deposto una corona di fiori davanti al muro delle fucilazioni, dove furono uccisi migliaia di oppositori politici, e ha visitato alcuni padiglioni del campo.

Nel pomeriggio gli studenti hanno raggiunto il vicino campo di Birkenau che, insieme ad Auschwitz, Monowitz e alcune decine di sotto-campi, rappresenta il complesso più grande realizzato dal nazismo per attuare la "soluzione finale della questione ebraica": vi trovarono la morte oltre un milione di persone. Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lapide dedicata alle vittime italiane. Oggi il viaggio è proseguito con la visita al quartiere ebraico di Cracovia.

Giuseppe Momigliano, rabbino capo della Comunità Ebraica di Genova, sottolinea il ruolo fondamentale delle istituzioni, ma anche della scuola e delle famiglie nel rinnovare la conoscenza della persecuzione contro gli ebrei: «Sicuramente è più difficile la memoria ora che tanti sopravvissuti non ci sono più, perché la testimonianza diretta ha certamente una forza maggiore, tuttavia i ragazzi che partecipano a questi viaggi hanno sempre profonde reazioni emotive, che li aiutano a formare il carattere. La memoria – ammonisce Momigliano - va comunque sviluppata non solo con queste iniziative, ma anche nella scuola, da parte degli insegnanti e nella famiglia». Secondo Momigliano, infine, questi viaggi «permettono ai ragazzi di avvicinarsi e conoscere alcuni aspetti della storia ebraica ed elementi dell’ebraismo superando così antichi pregiudizi».

Miryam Kraus, esponente della Comunità ebraica e vicepresidente dell’Aned di Genova, sottolinea l’importanza della memoria: «Il ricordo di ciò che è stato fa parte della mia vita e, secondo me, dovrebbe esserlo di tutti noi. Prendo spunto da quanto dichiarò il regista cileno Patricio Guzman, secondo il quale chi ha la memoria è in grado di vivere nel tempo presente mentre chi non ce l’ha non vive da nessuna parte. I nostri figli, dunque, possono diventare più forti perché possono contare su una memoria non parziale di chi ci ha preceduto». Secondo Miryam Kraus, dunque, «i ragazzi in questi viaggi prendono coscienza di quanto è avvenuto e possono essere delle sentinelle perché questo terribile passato non si ripeta in futuro».



Martedì 20 febbraio 2018 alle 15:40:21
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