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Ultimo aggiornamento ore 09.00 del 22 Agosto 2018

La Liguria lancia CASARTE: «Sfida rivoluzionaria e coraggiosa»

La Liguria lancia CASARTE: «Sfida rivoluzionaria e coraggiosa»

Liguria - «Oggi siamo qui per presentare CASARTE, un nome e un marchio che abbiamo peraltro registrato» ha introdotto l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola.

«Siamo molto orgogliosi di questo perché siamo la prima Regione in Italia a proporre questo progetto sperimentale». Progetto presentato nel primo pomeriggio nella sala trasparenza della Regione Liguria, alla presenza – oltreché di Scajola – del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e dell’amministratore unico di ARTE Genova Girolamo Cotena.

«In genere quando si costruivano gli alloggi in passato erano le persone che dovevano adeguarsi a questo. Noi invece – prosegue Scajola - abbiamo fatto il contrario: siamo partiti dall’analizzare quali fossero le esigenze dei cittadini negli ultimi 30 anni e come siano cambiati i nuclei familiari. Il 30% sono soprattutto anziani (sopra i 75 anni), il 70% delle persone che vive in questi alloggi sono coppie. Abbiamo quindi studiato degli alloggi moderni che da un punto di vista energetico puntino tutto sulla qualità ambientale e della vivibilità dell’alloggio. Questi alloggi, che saranno 15-18 nel progetto sperimentale, potranno cambiare anche dimensione: potranno diventare più piccoli o più grandi in base all’esigenza della famiglia in quel determinato momento. Ma soprattutto saranno finalmente alloggi che daranno dignità alle persone che vivono in quelle case e non saranno più i soliti casermoni che abbiamo visto fare negli ultimi 40-50 anni e che spesso hanno reso la vita sociale all’interno di quelle zone difficile e - secondo noi - nemmeno degna per i cittadini».

«Una scelta moderna, rivoluzionaria e direi anche un po’ coraggiosa: è una sfida che accettiamo con ARTE, crediamo che da lì possa partire il futuro delle case popolari liguri» ha concluso l’assessore regionale all’Edilizia.

«Questa vuol essere una risposta intelligente al fabbisogno di casa – spiega il Presidente Toti – tenendo conto che le costruzioni di case nelle grandi metropoli, negli anni 70-80, hanno rappresentato un fallimento per la gestione del territorio e per l’impiego di risorse economiche: in particolare a Genova è evidente con le edificazioni in collina e nelle aree periferiche, luoghi privi di servizi in cui è diffuso il degrado sociale. Un tipo di edilizia che non è più attuale e non è vicino alle esigenze delle famiglie inquiline a cui vogliamo dare un altro tipo di risposta».

Il bando dovrà individuare sul mercato, mediante un partenariato per l’innovazione, un soggetto che riunisca: impresa, ricerca e attività professionale, per lo sviluppo di nuove tecnologie in ambito abitativo. «Oggi ARTE lancia una sfida al mercato per un progetto innovativo, CASARTE» puntualizza l’amministratore unico di ARTE Genova Cotena. «Va ripensata la casa di edilizia residenziale pubblica. Oggi il dibattito pubblico è attento alle periferie, conosciamo le nostre strutture in periferia oramai obsolete e fatiscenti. Va ripensata l’edilizia come servizio casa, non più come casa intesa come struttura. Come un servizio con architetture che io chiamo immateriali, ma che in realtà non sono altro che servizi wireless e per la sicurezza, per l’antincendio, per aiutare gli anziani alla loro vita quotidiana. Questi servizi che oggi viaggiano wireless, in rete, oggi sono diventate tecnologie ad appannaggio dell’edilizia pubblica».

«Quello di oggi è un prototipo, un prototipo di un edificio di 15-18 alloggi, ma se l’esecuzione di questo prototipo ci consente di raggiungere degli obiettivi che ci siamo prefissati è chiaro che si può replicare. In questo bando si prevedono anche costruzioni fino a 500 alloggi. Questi potrebbero essere alloggi che vanno a sostituire o vanno a integrare le nostre attuali strutture. Oggi non abbiamo individuato strutture in aree particolari, o meglio, ARTE ha delle aree nel Comune di Genova in Riviera ma non è stata presa ancora una decisione particolare, poiché bisogna ancora accordarsi con l’amministrazione».

Venerdì 19 gennaio 2018 alle 16:06:59
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