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Ultimo aggiornamento ore 23.20 del 16 Dicembre 2018

Lunardon a Commemorazione operai deportati giugno 1944

Lunardon a Commemorazione operai deportati giugno 1944

Liguria - Giovanni Lunardon, ha partecipato questa mattina, in rappresentanza dell’Assemblea legislativa della Liguria, alla cerimonia organizzata in piazza Baracca, a Genova Sestri Ponente dal Comitato permanente della Resistenza della Provincia di Genova in occasione del 74esimo anniversario della deportazione nazifascista di oltre 1300 operai dalle fabbriche genovesi San Giorgio, Ansaldo, Siac e Piaggio a Mauthausen.

«La resistenza degli operai genovesi fu un tassello fondamentale nella storia che portò Genova a liberarsi da sola. Qui la resistenza - dichiara Lunardon - non fu un fatto di minoranze illuminate. Fu un grande movimento di popolo che coinvolse una grande parte degli oltre 50.000 operai allora presenti nelle fabbriche genovesi». Il consigliere sottolinea la particolarità della Resistenza nel capoluogo ligure: «A Genova la lotta per la libertà e per la democrazia contro l’oppressione nazi-fascista si saldò e trasse vigore dalla lotta per il pane, per i salari, per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degradate dalla guerra e dal fallimento del fascismo. Fu così fin dalla prima rivolta sociale dei lavoratori genovesi, quella dei tranvieri nell’autunno del ’43, e poi per tutto il corso del ‘44. Fermate, scioperi, cortei furono tanto importanti quanto le azioni dei gruppi partigiani in città e sui monti, con cui erano sovente coordinati».
In questo contesto di lotta si colloca la deportazione del 16 giugno 1944: «Occupanti tedeschi e fascisti provarono a fermare tutto questo con la deportazione del 16 giugno 1944. Ne arrestarono e deportarono a Mauthausen quasi 1500. Ma - aggiunge Lunardon - non riuscirono a fermare l’orgoglio, l’istinto di libertà e di redenzione sociale della classe operaia genovese. Anzi, se possibile, la grande deportazione degli operai genovesi fu per i fascisti e i nazisti l’inizio della fine». Secondo il consigliere la lezione di allora è più che mai attuale: «La Liberazione di Genova deve molto ai suoi operai che, salvando mezzi e apparati produttivi, consentirono anche la ripartenza della Città nell’immediato dopo guerra. Tutto questo ci dice molto ancora oggi. Se si vuole essere all’altezza dei valori della Resistenza - sottolinea - non bisogna mai dimenticare che la lotta per la democrazia va di pari passo con la difesa dei diritti dei lavoratori, dei più deboli, dei più poveri, senza distinzione di genere, etnia o religione. Libertà, uguaglianza e riscatto sociale - conclude - sono i pilastri della nostra Costituzione nata dalla Resistenza. La lotta degli operai genovesi non è stata vana. Sta a noi seguirne l’esempio».


Sabato 16 giugno 2018 alle 13:20:39
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