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Ultimo aggiornamento ore 12.10 del 22 Novembre 2018

Ponte Morandi, Uil Liguria: «Occorre un patto per Genova per riprogettare il futuro»

Ponte Morandi, Uil Liguria: «Occorre un patto per Genova per riprogettare il futuro»

Liguria - «Riteniamo indispensabile procedere celermente alla ricostruzione del ponte Morandi, compatibilmente alla realizzazione di un’opera fatta a regola d’arte e compiuta nel perimetro della sicurezza e della legalità. Cogliendo l’occasione della ricostruzione, dobbiamo pensare in prospettiva e in termini di sviluppo alla nuova viabilità, gronda compresa, facendo diventare strutturali alcuni provvedimenti di emergenza»: così Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria.

«Siamo disponibili a concordare percorsi ad hoc per la ripresa di Genova, ma nell’ambito di un Accordo quadro che contempli il controllo delle operazioni in termini di organizzazione del lavoro e sicurezza – spiega Mario Ghini - Occorre, allora, un Patto per Genova e la Liguria che tenga conto di tutte le criticità nel rispetto delle regole di cui una società civile si dota. Nella ricostruzione del ponte il fattore tempo è determinante, ma non possiamo accettare deroghe che penalizzino i lavoratori che operano negli appalti, eccezioni che per fare presto possano mettere a rischio i lavoratori e l’esecuzione delle opere; così come riteniamo una follia la possibilità di non utilizzare il cronotachigrafo per gli autisti che operano sul territorio genovese, richiesta formulata da qualche associazione datoriale al Ministero Dei Trasporti. Su questo siamo disposti alla mobilitazione».

«Bisogna aprire immediatamente, insieme al Commissario straordinario per l’emergenza del ponte Morandi, un tavolo di confronto a partire dalle crisi occupazionali, della mobilità pubblica e privata di merci e persone e dall’urgenza abitativa che colpisce centinaia di sfollati nella zona rossa. È doveroso monitorare e vigilare la dinamica dei prezzi al consumo insieme al Comune e Cciaa, razionalizzare al massimo gli spostamenti da casa al luogo di lavoro e definire ogni azione per rafforzare l’ospedale Gallino a Pontedecimo e, naturalmente, chiedere con forza deroghe al Governo per l'assunzione di Polizia Locale, Vigili del fuoco e personale sanitario».

«È necessario definire modalità straordinarie per permettere alle persone dipendenti delle aziende all’interno della zona rossa, vicinanze, e delle imprese di servizi che hanno sede altrove, ma operavano nella zona disastrata, l’utilizzo di ammortizzatori sociali e di integrazione al reddito consoni alla gravità e all’urgenza dei casi – illustra Ghini - Purtroppo, il rischio per gli addetti delle piccole aziende è quello di essere licenziati a breve. Occorrono interventi a sostegno di quelle attività che sono e saranno penalizzate dalla tragedia, a partire dalla portualità, dal commercio nelle declinazioni di grande e media distribuzione, piccole attività commerciali, industria e piccole e medie aziende artigiane. In particolare, se non venissero adottate le giuste misure, il porto di Genova potrebbe perdere traffico a vantaggio dei porti del Nord Europa. Il rischio è concreto”. Necessario è affrontare anche la questione industriale già innescata prima del crollo e alla quale non è ancora stata data una risposta. Ci sono ancora molte aziende come Ansaldo Energia, Piaggio, Ilva, per citarne alcune, che sono in attesa da troppi mesi di soluzioni adeguate che coinvolgono, tra diretti e indiretti, migliaia di lavoratrici e lavoratori. Quella di Genova è una tragedia nazionale, che ha e avrà ripercussioni su tutta l’economia del Nord Italia – conclude Ghini - Per questo motivo l’emergenza deve essere gestita con mezzi straordinari, garantendo opportunità di intervento immediate e rapide come una legge speciale che attendiamo da Roma e che sta diventando sempre più urgente e necessaria, per questo chiediamo al Governo basta chiacchiere ma fatti concreti».

Mercoledì 5 settembre 2018 alle 12:00:01
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