Liguria Pride risponde alle polemiche contro la manifestazione

Liguria Pride risponde alle polemiche contro la manifestazione

"Genova deve accogliere le diversità"

Genova - Come ormai avrete letto e sentito, questo sabato il Liguria Pride sbarcherà a Genova. La manifestazione, organizzata da "Liguria Rainbow", si stima ospiterà all'incirca 3000 persone. Il corteo partirà alle 17 dalla Comunità di San Benedetto al Porto, la casa di Don Gallo, fino ad arrivare alle 19 in Piazza De Ferrari.

Amministrazione
La Regione Liguria non aveva concesso il patrocinio alla manifestazione mentre il Comune dell'ormai ex sindaco Marco Doria si. Le voci che sembrano emergere principalmente dai canali social da parte di alcuni personaggi e attivisti sembrano voler manifestare che la nuova e futura amministrazione adotterà una linea che non concederà più, anch'essa come la Regione, il patrocinio al Gay Pride. Mentre dedicherà invece più attenzione alla difesa dei valori della famiglia tradizionale come le campagne di educazione all'affettività nelle scuole.

Risposta
Data la confusione che si è venuta a creare in queste ore abbiamo chiesto ai referenti della manifestazione un commento per fare chiarezza su quanto sta girando online:
"Chiarendo subito che una giunta ancora momentaneamente non c'è, quindi è difficile che abbiano già preso decisioni in merito, abbiamo visto che alcuni esponenti e consiglieri comunali di centro destra hanno elevato voci in questa direzione - spiega Laura Guidetti, referente del pride - Noi manifestiamo perché abbiamo il diritto costituzionale di farlo. Questi progetti di ascolto e di accoglienza non devono essere chiusi e se in città c'è del malumore contro i più deboli è nostro compito provare a far calare il livello della violenza".

Stati Uniti
"Abbiamo trovato nel viceconsole della ambasciata degli Stati Uniti d'America Rami Shakra, un ottimo partner per fare attività. Noi siamo aperti e collaboriamo con chi ci sta e con chi condivide i progetti di rispetto delle differenze - prosegue - se poi vogliono chiudere la porta noi le cose le facciamo perché abbiamo il diritto costituzionale a manifestare".

Cittadini
"La vera preoccupazione è come risponderanno i cittadini a queste affermazioni: non è accettabile che le persone con famigliari gay debbano aver paura di qualcuno che non gli accetti solo per delle voci provenienti dai social. Io spero - conclude - che questa città accolga le diversità. La gente è stufa della miseria della politica e dei provincialismi che passano da internet".


29/06/2017 14:33:10


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