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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 20 Aprile 2018

Alfano, il Daspo e le macchine che bruciano

Alfano, il Daspo e le macchine che bruciano

Genova - Il Daspo per i manifestanti, come nel calcio. E' questa, in sintesi, la prima (curiosa) misura annunciata dal Ministro dell'Interno Angelino Alfano dopo i gravvissimi incidenti scoppiati il primo maggio a Milano in contemporanea all'inaugurazione dell'Expo. Ignoto il vero meccanismo del Daspo, ovvero il "divieto di assistere alle manifestazioni" (nel caso del Daspo originale a quelle sportive, "Spo" sta per quello): un conto è chiudere lo stadio un altro è chiudere a chiave la città, senza considerare che le forze dell'intelligence sapevano bene, senza inutili pezzi di carta, da quali ambienti potessero provenire i facinorosi. Insomma, Alfano lo definisce uno "strumento in più" in mano a Polizia e Prefettura ma probabilmente sarà uno strumento inutile.

Evitato il peggio - Alfano, nel commentare i fatti milanesi, afferma che il "peggio è stato evitato", il che è probabilmente vero. Non c'è scappato il morto, se non altro. Ma c'è consapevolezza, in tutti gli ambienti, che forse non tutto è stato fatto per evitare che un simile assembramento potesse riunirsi per mettere a ferro e fuoco una città che doveva vivere un giorno di festa. "Mentre esplodono le bombe carta, uomini e donne delle forze dell'ordine devono prendere decisioni - afferma - E io posso dire che hanno fatto una scelta intelligente perché i manifestanti volevano essere inseguiti in modo che si scoprissero i presidi che impedivano a loro stessi l'accesso al centro storico della città. Hanno lanciato le molotov per distrarre gli agenti e pianificare attacchi altrove, invece si è riusciti a impedirlo". Tutto (probabilmente) vero, resta da sciogliere il nodo più contorto: non si potevano fermare prima che iniziassero?

Nuove leggi - Come sempre accade in Italia la risposta ai quesiti aperti dovrebbe darla l'ennesima legge: "Nel nuovo disegno di legge sulla sicurezza urbana - spiega Alfano - abbiamo previsto l'arresto differito per i manifestanti in modo da avere ancora più poteri per bloccarli e inaspriremo il trattamento sanzionatorio per chi porta un casco o altri indumenti per celare la sua identità". Prima di arrivare al nuovo quadro normativo, però, Alfano pensa al simil Daspo: "Quando c'e' un alto indice di pericolosità- precisa - sarà proibito sfilare nel centro delle città, proprio come già avviene quando si impedisce ai tifosi di andare in trasferta". Si tratterà, insomma, di vietare una manifestazione, strumento in possesso delle forze dell'ordine dai tempi di Bava Beccaris.

I risarcimenti - Quanto al risarcimento dei danni subiti dai cittadini di Milano, Alfano garantisce che anche il governo farà la sua parte: "La proprietà è sacra. Per questo siamo pronti ad aggiungere ai soldi della Regione le risorse statali. I cittadini devono recuperare fino all'ultimo euro". Speriamo.

Domenica 3 maggio 2015 alle 09:55:41
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